FATTURAZIONE ELETTRONICA: POCHI VANTAGGI, TANTI COSTI

Com’è noto, da gennaio 2019 entrerà in vigore l’obbligo di emissione di fattura elettronica tra privati titolari di partita IVA. Dal 2015 le amministrazioni pubbliche erano già state obbligate ad utilizzare questo sistema di fatturazione, ad aprile di quest’anno si è deciso di estendere l’obbligo anche ai soggetti privati. A primo acchito questo provvedimento può apparire vantaggioso per tutti, a ben vedere, però, rischia di gravare ulteriormente sulle piccole-medie imprese disseminate sul territorio italiano.


È quanto sostiene Giorgia Meloni, secondo cui l’obbligo di fatturazione telematica “rischia di essere semplicemente un altro modo per vessare le aziende, in particolare quelle piccole, già massacrate da tasse e burocrazia”. Fratelli d’Italia propone quindi che l’obbligo sia applicabile solo ai soggetti che fatturano annualmente cifre superiori ai 10 mila euro e che venga dato più tempo alle piccole imprese per adattarsi a questo nuovo sistema, facendo slittare l’entrata in vigore dell’obbligatorietà al 2022.


“La proposta della Meloni è frutto del buon senso” – commenta Luca Vitale, esponente grossetano di Fratelli d’Italia – “in un momento di estrema difficoltà per le imprese locali, pensare di introdurre queste novità significa non tenere in considerazione il disagio delle piccole attività, che dovranno
fare i conti con costi che andranno a gravare ancora di più sulle casse delle imprese stesse”.


“Le piccole attività artigiane, per esempio, spesso gestite familiarmente, dovranno dotarsi di software specifici” – continua Vitale – “ciò significa sobbarcarsi di costi fissi importanti per attività che spesso fatturano poco più di qualche migliaio di euro. Inoltre, data la complessità della
compilazione elettronica, molti dovranno affidarsi a personale specializzato o deputare la fatturazione ad agenzie di servizi. È impensabile che tutto questo avvenga senza danno per le attività locali che a fatica resistono alla concorrenza delle multinazionali.

Chiediamo quindi al governo di riflettere su queste problematiche, evitando di rendere ancor più asfittica la sopravvivenza economica delle piccole imprese”.

2 risposte a “FATTURAZIONE ELETTRONICA: POCHI VANTAGGI, TANTI COSTI”

  1. è vero noi come piccoli agricoltori ,vendiamo latte ,come devo fare mi devo comprare computer subendo spese su spese,quando il prezzo del latte è sempre più basso, non possiamo chiudere abbiamo dei prestiti chi li paga? Vi prego ripensandoci non obbligate le piccole aziende a chiudere sarebbe la fine dell’agricoltura
    .

  2. Vorrei che quei fenomeni che hanno avuto la” brillante”idea di inventare ciò venissero qui con me al lavoro una settimana a sbrigare tutti gli adempimenti che già abbiamo sul luogo di lavoro al freddo al vento al caldo senza ferire senza potersi ammalare senza permessi senza tredicesima né quattordicesime vivendo alla giornata in questi momenti perlopiù difficili e grigi senza prospettive con incertezze senza poter fare programmi con le ansie in cosa succederà domani ma comunque cercando di andare avanti con quel poco di lavoro che rimane ma pensando tristemente che un altra tassa ci aspetta con rischio addirittura di sanzioni se sbagliassimo senza considerare il danno che queste persone faranno oltre a noi per la perdita di tempo e costi ma anche agli studi contabili che con l’avvento di una digitalizzazione assurda creeranno situazioni di diminuzioni di personale perché comunque la tecnologia farà sparire settori di lavoro cui la mano d’opera dell’uomo era necessaria

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