GOVERNO INCOMPETENTE!

Sabato è arrivata l’ennesima amara sorpresa per molti imprenditori italiani, per tutti quelli che come previsto dall’articolo 125 dell’ormai tristemente famoso “Decreto Rilancio” hanno presentato richiesta del credito d’imposta sulle spese per la sanificazione degli ambienti di lavoro e l’acquisto dei dispositivi di protezione individuale a tutela dei propri dipendenti, spiega Luca Vitale.

Credito d’imposta che doveva essere pari al 60% della spesa sostenuta, ma visto che il Governo ha stanziato solo 200 milioni di euro (il resto dei 55 miliardi del decreto servivano per marchette e amenità varie) è stato ridotto d’imperio dall’Agenzia delle Entrate a solo il 9% della spesa sostenuta (ovvero al 15,6423% di quanto richiesto dalle imprese).

L’ennesima presa in giro per imprese, artigiani e professionisti da parte di questo Governo.

Una cosa simile era già accaduta con il bando “Impresa Sicura” (solito nome altisonante) del mese di maggio che ha visto le risorse destinate allo stesso fine della protezione dei lavoratori andate esaurite in un click day durato pochi decimi di secondo.

Evidentemente ci provano gusto. L’Italia che produce e lavora non merita questo governo incompetente, conclude Luca Vitale.

RETE UNICA? IL GOVERNO VA IN UN’ALTRA DIREZIONE

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L’accordo raggiunto sulla rete unica sembra non andare affatto nel senso auspicato da Fratelli d’Italia: chiedevamo una rete indipendente e di proprietà pubblica, in cui gli operatori fossero messi tutti nelle stesse condizioni per offrire servizi competitivi ai cittadini, commenta Luca Vitale.

Al contrario ci ritroviamo una rete unificata sotto l’egida di Tim che in questa maniera acquisirà il controllo anche degli asset costruiti da Enel e CdP attraverso Open Fiber.
Si tratta di un progetto gigantesco che non sarà approvato dalle autorità regolatorie italiane e sarà bocciato dall’Europa.

Ma ancor più rilevante è il dubbio che tutto questo compulsivo gran da fare serva a frenare gli investimenti in fibra per non svalutare il valore della vecchia infrastruttura in rame. E così parlano di ritardo della fibra, promettono strade impervie per una rete moderna, ma in concreto finiremo per spendere i voucher per finanziare la vecchia infrastruttura in rame, rischiando di lasciare gli italiani nel medioevo digitale.

Il Governo Conte la smetta di lavorare col favore delle tenebre, venga in Parlamento a riferire su questo nuovo Britannia che sta rifilando agli italiani, conclude Luca Vitale.

Il Governo annulli quella oscena circolare!

Il governo annulli quella oscena circolare!

Al Ministero della Giustizia non sono bastati tre mesi per capire di aver sbagliato ad emanare la circolare del Dap del 21 marzo che ha consentito la scarcerazione dei boss mafiosi al 41 bis e oggi il ministro Bonafede ha preferito sospenderne l’efficacia invece di cancellarla definitivamente.

Davvero assurdo, commenta Luca Vitale. i grillini stanno aspettando tempi migliori per ritirare fuori quella circolare e continuare nello smantellamento del regime del carcere duro per i mafiosi.

Il governo annulli definitivamente quell’oscena circolare.

Lo dobbiamo ai parenti delle vittime della mafia, ai magistrati e alle forze dell’ordine che ogni giorno combattono la criminalità organizzata, conclude Vitale.

Giuseppe Conte annuncia ancora “promesse mai mantenute”

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Un’altra conferenza stampa di Conte nella serata di ieri ha annunciato le tante cose belle e buone che questo governo farà.

Detto tral’altro, in caso in cui qualcuno perdesse qualche parola in diretta in contemporanea su più reti per fare e rifare tante promesse, fin’ora mai mantenute.

Ma la cosa più eclatante- commenta Luca Vitale-è che milioni di italiani assistono basiti, chiedendosi con quale coraggio si facciano nuove promesse quando non sono ancora arrivate le risorse assicurate in identiche conferenze tenutesi in questi mesi.

Una situazione surreale, e forse il Governo non si rende conto che gli italiani ormai sono stanchi… E allora, probabilmente, per rendersi conto di quanto tutto questo sia inverosimile urgerebbe ogni tanto, uscire dal palazzo e dalle conferenze virtuali?

NO AI SOLI PAGAMENTI ELETTRONICI

Sfruttare il post pandemia per salutare i contanti, fare spazio ai pagamenti elettronici e sferrare un durissimo colpo all’evasione fiscale. Vittorio Colao, leader della task force di esperti arruolata da Giuseppe Conte per la ripartenza dell’Italia nella fase 2, ha già le idee chiare sui prossimi passi da compiere.

L’idea è semplice: il contante potrebbe tranquillamente essere sostituito da uno dei tanti pagamenti elettronici possibili. D’altronde, una proposta del genere, sposa alla perfezione la linea del governo giallorosso che, nel corso degli ultimi mesi, aveva più volte strizzato l’occhio all’e-payment.

Dunque, il Governo e i suoi esperti tornano alla carica nella loro crociata ideologica contro il contante, sponsorizzando a più non posso la moneta elettronica che garantisce lauti guadagni alle banche. Mentre il resto del mondo- commenta Luca Vitale-è impegnato esclusivamente a far ripartire il tessuto produttivo, in Italia la prima preoccupazione sembra quella di garantire flussi di cassa alle centrali finanziarie.

La situazione economica è drammatica, invece, di sentenziare dalla City consigliamo a Colao di venire in Italia a parlare con chi produce e crea ricchezza e così scoprire cos’è l’economia reale.

IL GOVERNO PENSI AI RISTORATORI!

Il mondo della ristorazione è totalmente fuori dai provvedimenti del Governo utili a regolamentare la loro attività in questa fase 2 e che possa dargli la possibilità di ricominciare a lavorare.

Un intero settore, dunque, completamente in ginocchio che ancora non ha ricevuto aiuti concreti o almeno disposizioni chiare per la riapertura.

Sulla questione scende in campo anche Alessandro Borghese che si è fatto portavoce dell’intera categoria e chiede: “subito regole chiare per la riapertura e finanziamenti a fondo perduto, migliaia di attività e posti di lavoro sono a rischio”.

Un argomento su cui il governo tace-commenta Luca Vitale-URGE intervenire per ristabilire gli equilibri dopo l’emergenza sanitaria che ha completamente paralizzato l ‘economia del Paese.

Ora, più che mai è necessario che il governo dia linee guida per la ripresa dell’ economia e del settore della ristorazione “fiore all’occhiello” del Bel Paese, oggi fortemente in affanno.

Allora, chiediamo che il “decreto rilancio” tanto enfatizzato dal governo non rimanga solo una bella favola, ma che sia attuato quanto prima, perché l’Italia ha bisogno di risposte, risposte vere che diano la possibilità di rilanciare le attività per lavorare serenamente.

L’Italia non può più continuare in questo stato d’agonia!

VOLA IL PARTITO DELLA MELONI

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Non si arresta l’ascesa di Fratelli d’Italia che supera il 14 per cento, mentre cala la Lega, crescono i 5Stelle, stazionario il PD.

Dunque, afferma Luca Vitale è nella compagine del centrodestra che si registrano nuovi scenari, grazie, all’ulteriore crescita del partito di Giorgia Meloni che incrementa i suoi consensi ancora del 1,1% e raggiunge quota 14,1% per la prima volta nella sua storia raddoppiando i suoi consensi rispetto allo scorso settembre, quando si è formato il nuovo Governo Conte.

Mentre, gli altri partiti mantengono una percentuale stabile con Forza Italia al 6,5%, Italia Viva al 3,3% e gli altri partiti – tutti di sinistra o centrosinistra – che non superano il 3%.

Una fotografia che ritrae il giudizio degli elettori rispetto all’atteggiamento delle diverse parti politiche durante l’emergenza.

E proprio in queste ore il governo è in grande difficoltà per la questione relativa alla regolarizzazione degli stranieri nel settore agricolo, proposta che ha letteralmente spaccato gli italiani.

Ma quanto durerà questo governo?

Quasi uno su quattro ha affermato che la permanenza di questo governo sia legato all’emergenza Covid-19.

Ma al di là delle speranze, ci sono le misure previste dal Governo in tema di sostegno economico, prevenzione sanitaria e ripresa delle attività, misure che gli italiani attendono ancora… E la pazienza ora è finita!

Misure urgenti per il settore balneare

Siamo alle porte della nuova stagione estiva e in questo momento vi è un clima di grande incertezza per il mondo lavorativo che orbita intorno al settore stagionale.

Dunque, ciò che si chiede è che gli operatori balneari devono essere messi nelle condizioni di lavorare avendo garanzie fin da oggi di un immediato sostegno economico a fondo perduto per il mancato introito dovuto alle inevitabili limitazioni a cui dovranno far fronte.

“Servono regole chiare per aprire le spiagge in sicurezza e la certezza della estensione delle concessioni fino al 2033” ribadisce Luca Vitale.

Il governo deve intervenire con urgenza, perché sono a rischio circa 30mila imprese balneari quasi tutte a conduzione familiare”.

“Accanto alle norme tecniche per l’accesso in spiaggia in sicurezza, ora gli operatori balneari necessitano di certezze sulla durata delle concessioni.

Dunque cosa fare?

Mettere i Comuni nelle condizioni di attuare l’estensione delle concessioni al 2033, già prevista per legge, e un deciso intervento sulla UE per escludere gli stabilimenti balneari dalla direttiva Bolkestein, che prevede gare d’appalto per le concessioni balneari.

Una circostanza devastante per una nazione come l’Italia – in cui gli stabilimenti sono gestiti quasi tutti da microimprese familiari che andrebbero altrimenti a scontrarsi con le più grandi realtà del settore.

Questo è il momento giusto, dunque, conclude Luca Vitale, per sottrarre definitivamente il settore balneare alle procedure previste dalla direttiva Bolkestein”.

IL GOVERNO VA FERMATO SUBITO!

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Una sanatoria per regolarizzare gli immigrati e gli irregolari per farli lavorare nei campi, già nel decreto di maggio, il Cura Italia bis”.

Questo è quello a cui pensa il governo, infatti la Cia-Agricoltori Italiani ha accolto, con grande favore, le dichiarazioni della Ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, che è scesa in prima linea su questa proposta.

Una situazione assurda dichiara Luca Vitale “ la sinistra sfrutta l’emergenza per tentare di fare una sanatoria per immigrati irregolari e sostituire la manodopera italiana con quella straniera a basso costo” la cosa migliore continua Vitale “sarebbe quella di continuare a proporre la reintroduzione dei voucher in agricoltura e di impiegare i percettori del reddito di cittadinanza”.

Concludendo, mentre migliaia di italiani e imprese ancora attendono i soldi promessi per andare avanti, la sinistra cosa fa?

Continua ad avere come priorità una sanatoria per centinaia di migliaia di irregolari.

Allora?

Allora, necessita fermarli, subito.

IL GOVERNO ASCOLTI GLI ITALIANI!!!

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La crisi causata dall’emergenza sanitaria Covid-19 sta mettendo in grande difficoltà le aziende che purtroppo si trovano a far richiesta di denaro alle banche per esigenze di liquidità.

Dunque cerchiamo di analizzare la situazione-Le imprese che avranno necessità di accedere a importi superiori a 25 mila euro dovranno affrontare in banca gli ordinari esami di sostenibilità economico-finanziaria. Con il rischio oggettivo il che il prestito arrivi quando per l’azienda è ormai troppo tardi. Per questo è necessario che le che ci siano corsie privilegiate, dedicate proprio alle richieste legate al decreto Liquidità.

Inoltre, dichiara Luca Vitale, i prestiti dovrebbero essere in parte a fondo perduto, con la restituzione non certo in sei anni, perché i prestiti andranno a coprire i mancati ricavi provocati dal blocco delle attività produttive, in poche parole, le piccole imprese non possono restituire il prestito in così poco tempo, sarebbe insostenibile.

Allora, prestiti a fondo perduto, senza tassi esorbitanti e lungaggini burocratiche, così come stanno facendo alcuni stati vedesi Germania e stati uniti.

I soldi devono arrivare in tempi rapidissimi sottolinea Vitale.

Perché alla luce dei paletti messi dal governo, è assai probabile che la liquidità atteso dalle imprese non giungerà tanto rapidamente dale banche, su questo ne sono convinti anche i tributaristi.

Allora cosa chiediamo?

Chiediamo-conclude Luca Vitale-che il governo ci ascolti, urge difendere le aziende e i posti di lavoro, utile per il tessuto produttivo della nostra Nazione!