LE IMPRESE MADE IN ITALY STANNO PER SCOMPARIRE

Le imprese Made in Italy stanno per scomparire. Con quasi 650mila imprese, il 10,7% del totale, alla fine di marzo 2022 l’imprenditoria straniera si conferma come una componente strutturale fondamentale del tessuto imprenditoriale italiano, presente nel 94% dei comuni italiani e capace di attraversare indenne l’emergenza Covid e allargare il proprio perimetro.

Tra la fine di marzo 2020 e il 31 marzo di quest’anno, il numero di imprese guidate da persone nate fuori dai confini nazionali è cresciuto di 54mila unità (+8,7% contro una crescita media del totale delle imprese del 2,3% nel periodo). Questo è quanto emerge dai dati del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio.

I consistenti flussi di immigrati che arrivano nel nostro Paese continueranno ad alimentare questa dinamica e quindi l’ulteriore diffusione del tessuto imprenditoriale straniero, che è di certo un fattore di crescita per tutta l’economia nazionale, ma rischia di intaccare le imprese del Made in Italy e il loro sviluppo.

Come sempre, in Italia manca il rafforzamento e l’integrazione delle PMI italiane nel tessuto produttivo e sociale del nostro Paese. Oltretutto, il Covid e la recente crisi internazionale hanno alimentato la speculazione e incentivato investitori stranieri a comprare le nostre imprese a prezzi ribassati. Il Made in Italy è conosciuto in tutto il mondo e sarebbe assurdo non incentivare l’insorgenza di imprese italiane e lasciare ampi margini di azione solo agli operatori stranieri.

In questo ambito i governi attuali hanno solo affossato il Made in Italy, incentivando la internalizzazione, non come aumento di quote di mercato, ma come unico modo per sopravvivere;

Fratelli d’Italia, quando sarà al governo, darà modo di avere ampia e giusta competitività alle aziende italiane, al pari delle straniere;

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SISTEMA-ITALIA NEL MIRINO DEI RINCARI ENERGETICI

SISTEMA-ITALIA NEL MIRINO DEI RINCARI ENERGETICI

Il sistema-Italia è il più colpito dall’impatto sui costi di produzione dei rincari dell’energia. Secondo Confindustria, “Le stime del Centro Studi Confindustria rivelano come, in confronto a Francia e Germania, l’Italia sia il paese dove la crisi energetica rischia di produrre i maggiori danni“.

Aumenta così l’allarme per l’aumento del divario di competitività di costo dell’Italia dai principali partner europei. Secondo gli economisti, “in termini monetari questo impatto si tradurrebbe in una crescita della bolletta energetica italiana compresa (a seconda delle ipotesi sottostanti le stime) tra i 5,7 e 6,8 miliardi di euro su base mensile, ovvero in un maggior onere compreso tra 68 e 81 miliardi su base annua circa. Guardando al solo settore manifatturiero l’aumento dei costi energetici è quantificabile tra i 2,3 – 2,6 miliardi mensili, ovvero tra i 27,3 – 31,8 miliardi su base annua.

L’incidenza dei costi energetici sul totale dei costi di produzione per l’economia italiana si stima possa raggiungere l’8,8% nel 2022, più del doppio del corrispondente dato francese (3,9%) e quasi un terzo in più di quello tedesco (6,8%).

La perdita di competitività rischia di intaccare tutti i principali comparti dell’economia inclusi nel settore primario, industriale e dei servizi. Serve un piano energetico ad hoc che tuteli le nostre industrie e l’impennata dei prezzi, ormai diventati insostenibili dai cittadini italiani e dalle imprese. Dobbiamo ridurre il costo dell’energia, anche puntando sulle risorse rinnovabili. Solo in questo modo potremo tutelare gli interessi economici ed energetici del nostro Paese!

Fratelli d’Italia si batte tutti i giorni, per aumentare la competitività del paese Italia!

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RISULTATI DI FDI ALLE ELEZIONI: UN’IRREFRENABILE ASCESA

Fratelli d’Italia: primo partito delle coalizione!

Abbiamo conquistato la fiducia di moltissimi comuni da Genova ad Alessandria, da Como a Piacenza, da Parma fino a Verona. Nella città di Giulietta a oltre metà spoglio Fratelli d’Italia si era già aggiudicata l’11,93% delle preferenze, mandando un segnale chiaro e forte alla coalizione.

Meloni afferma che Fdi ha dimostrato di avere una classe dirigente di successo e che è pronta a governare «se ci sono le condizioni, non a ogni costo». La leader non pensava di certo con Draghi, ma insieme agli alleati, e «se gli italiani ci daranno questa occasione». Giorgia Meloni pensa a un governo molto diverso da quello attuale, in cui si abbia il coraggio di dire da quale parte si vuole stare, insomma un governo per gli italiani.

Giorgia Meloni fa la locomotiva nel tirare le somme di una chiamata alle urne molto lusinghiera per FdI.

Fratelli d’Italia sta vivendo una crescita inarrestabile. Siamo coloro che rappresentano meglio, quello in cui gli italiani credono.

Come abbiamo visto negli ultimi giorni, ad esempio per il referendum, gli italiani non credono più nella politica ed è nostro compito tornare a farli credere nel buon operato della democrazia!

Una buona politica può rivoluzionare un Paese.

Noi di Fratelli d’Italia ci stiamo impegnando e ci impegneremo per cambiare il modo in cui viene fatta politica in Italia e lotteremo, ogni minuto, per garantire una vita migliore agli italiani!

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LA TRAGICOMMEDIA ELETTORALE

Domenica è andata in scena una tragicommedia che ha due vittime: la democrazia e il popolo. Il nostro sistema giudiziario è tutt’altro che perfetto, ma domenica non abbiamo neanche lontanamente raggiunto il tanto agognato quorum. In Italia, abbiamo preso atto, che c’è una situazione paradossale in cui i cittadini non sono mai stati così lontani dalle istituzioni.

Un problema che forse non ha le attenzioni che dovrebbe richiedere, tanto che tutti sembrano aver fatto la loro parte per esorcizzare l’appuntamento. Ci basti pensare che, guardando la storia dei referendum in Italia, la durata della votazione su uno o due giorni pone un’ipoteca pesante sul raggiungimento del quorum. E nel nostro caso, la votazione ha avuto luogo durante una sola giornata!

In questa campagna elettorale non è stata assordante la propaganda, ma «il silenzio». Talmente rigoroso ed ermetico che domenica i tre quarti degli italiani erano all’oscuro dell’appuntamento elettorale.

Da anni esiste un «gap» di partecipazione alle urne assurdo!

All’indomani di ogni elezione c’è un allarme generale, ma nessuno pare fare abbastanza per avvicinare i cittadini alla politica. In questa situazione utilizzare l’astensione come strumento per affermare la propria opinione in politica può rivelarsi pericoloso: magari si vincono le elezioni, ma la democrazia è in pericolo. È questo quello che vogliamo per la nostra Italia?

Noi no!

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RINCARI SULLA BENZINA E TRANSIZIONE ECOLOGICA: QUALI SONO LE PROSSIME MOSSE?

Ancora rincari sulla benzina. Il prezzo medio nazionale praticato della benzina in modalità self sale a 2,018 euro/litro (2,009 il valore precedente), con i diversi marchi compresi tra 2,010 e 2,038 euro/litro (no logo 2,008). Il prezzo medio praticato del diesel self si porta a 1,939 euro/litro (contro 1,924), con le compagnie tra 1,938 e 1,953 euro/litro (no logo 1,927). Questo è quanto risulta secondo il Quotidiano Energia, il quale riporta i dati comunicati dai gestori all’Osservaprezzi del Mise, aggiornati al 9 giugno.  I dati arrivano in concomitanza con la plenaria dell’Europarlamento che ha avallato la proposta della Commissione europea di terminare le vendite di auto nuove a benzina e diesel nel 2035. L’emendamento sostenuto dal Ppe, che prevedeva una riduzione delle emissioni di CO2 del 90% invece che del 100%, tuttavia, non è stato approvato. La situazione benzina ed ecologia devono essere ben analizzate. Se è vero che bisogna preservare la salute del nostro pianeta, lo stop alle vendite di nuove auto a benzina e diesel nel 2035 deve essere accompagnata da un cambiamento produttivo ed economico, che limitino l’impatto nei confronti dell’occupazione e del comparto industriale. Per quanto i rincari sulla benzina, bisogna fermare immediatamente la speculazione. Gli autotrasportatori e i cittadini italiani non si accontenteranno di un prezzo della benzina che continuerà a superare i 2 euro al litro. Le azioni intraprese fino ad ora non sono affatto sufficienti. In poche parole, riguardo i rincari e la transizione energetica bisogna fare molto di più! Fratelli d’Italia è l’unico partito politico che si batte per una equità fiscale, la pace fiscale e che dice davvero stop ai rincari! Basta continuare a prendere in giro gli italiani!!!!

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DIAMO IL VIA ALLA STAGIONE ESTIVA: RIPARTENZA A GONFIE VELE PER IL TURISMO TOSCANO

Due anni di Covid hanno provocato un buco da 350 milioni di euro per il solo settore degli agriturismi, ma finalmente si tira una boccata d’aria: i turisti stranieri tornano nelle campagne toscane.

Dopo la flessione dell’80% degli arrivi nelle strutture regionali ed un crollo del fatturato tra pernottamenti, ristorazione e souvenir enogastronomici, di 350 milioni di euro in due anni, i turisti stranieri sono pronti a tornare in Toscana per trascorrere le vacanze estive. Secondo quanto stima Coldiretti, 7 prenotazioni su 10 sono state effettuate negli agriturismi toscani da turisti esteri.

Anche il turismo di prossimità è in forte ripresa: riparte la riscoperta dei piccoli borghi e dei centri minori nelle campagne regionali, il che ha incentivato le strutture ad organizzare attività con servizi innovativi per turisti di tutti i tipi. Ripartono anche le attività culturali, tra cui le visite di percorsi archeologici, naturalistici o di benessere.

Da sempre i turisti stranieri sono strategici per l’economia toscana, soprattutto perché hanno tradizionalmente una elevata capacità di spesa per alloggio, alimentazione, trasporti, divertimenti, shopping e souvenir. La Toscana ha da sempre saputo accogliere con le braccia aperte anche i turisti italiani con le sue 4.962 le strutture, che offrono alloggio per oltre 85 mila posti letto.

È per questo che dobbiamo puntare sulla bellezza e sulla tradizione del nostro Paese.

Ripartiamo dal turismo e mostriamo al mondo il fascino del nostro Paese!

I programmi di Fratelli d’Italia per questo comparto strategico, prevedono un’importante investimento di attenzione, risorse e di immagine per dare valore al Made in Italy nel suo complesso.

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FRATELLI D’ITALIA: CHI SIAMO

“Fratelli d’Italia è un Movimento che ha il fine di attuare un programma politico che, sulla base dei principi di sovranità popolare, libertà, democrazia, giustizia, solidarietà sociale, merito ed equità fiscale, si ispira a una visione spirituale della vita e ai valori della tradizione nazionale, liberale e popolare, e partecipa alla costruzione dell’Europa dei Popoli”.

Nello specifico… chi siamo?

Fratelli d’Italia promuove nel rispetto della sovranità, dell’indipendenza e dell’unità nazionale, la pacifica convivenza di Popoli, Stati, etnie e confessioni religiose.

Crediamo nelle radici cristiane dell’Europa dei Popoli, perché la sua grandezza risiede nell’identità e nella Tradizione che la compongono. Vogliamo tutelare le radici di questa appartenenza che ha reso l’Europa un continente ricco di storia e cultura. Siamo l’Italia che crede nella bellezza del proprio Paese, del suo patrimonio storico, artistico e culturale.

Fratelli d’Italia vuole fare dell’uguaglianza il punto di partenza per accedere a tutti i diritti fondamentali della nostra società, perché noi siamo l’Italia che crede nella giustizia sociale e nella solidarietà. Per questo siamo anche l’Italia che crede nella famiglia, luogo di incontro e di accoglienza.

Fratelli d’Italia rappresenta tutti coloro che credono nella pace come obiettivo da raggiungere, costruire e difendere. Noi siamo da sempre al fianco delle popolazioni oppresse.

Fratelli d’Italia è il partito che crede nella politica al servizio del Bene Comune e per questo siamo il partito che critica, propone e si batte per il bene dei nostri cittadini.

Noi vogliamo, un’Italia migliore!

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SALARIO MINIMO VS PRECARIETA’

La direttiva europea sul salario minimo è in dirittura d’arrivo. A poco più di un anno e mezzo dalla proposta della Commissione europea, il provvedimento dovrebbe essere oggetto di un accordo tra Commissione, Parlamento e Consiglio UE.

La direttiva punterà invece, secondo quanto già chiarito, a istituire un quadro per fissare salari minimi ‘adeguati ed equi’. L’Italia è tra i sei Paesi dell’Ue a non avere già una regolamentazione in materia, con un dibattito del tutto aperto tra le parti sociali e all’interno del governo stesso.

Il problema, però, è che in Italia non ci sono solo salari bassi, ma un livello di precarietà nel lavoro e nella vita che non c’è mai stato. In Italia si vive una situazione di incertezza e insicurezza.

Ci basti pensare che negli ultimi anni stati effettuati tagli ingenti ai fondi pubblici per garantire alcuni servizi sociali, come il diritto alla salute, alla scuola e all’integrazione. In Italia bisogna rimettere al centro il problema del lavoro e bisogna costantemente lottare contro la precarietà. È arrivato il momento di fare scelte, in ambito locale e nazionale, per porre fine a questo problema. La politica deve tornare a occuparsi dei bisogni materiali delle persone e lavorare è un diritto sacrosanto di tutti i cittadini!

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IL SUD SPICCA IN EUROPA PER LA DISOCCUPAZIONE DI LUNGA DURATA

Nelle Regioni del Sud Italia, escluse le Isole, nel 2021 c’erano oltre 501mila disoccupati di lunga durata, ovvero alla ricerca di lavoro da oltre un anno, tra i 15 e i 74 anni, più di quelli rilevati nell’intera Germania (497mila).

È quanto emerge dalle tabelle Eurostat secondo le quali se si guarda anche alle Isole il numero supera le 758mila unità.

Secondo la rilevazione i disoccupati di lunga durata in Germania rappresentano l’1,2% della forza lavoro a fronte del 10,3% registrato nel Sud. Se si guarda al complesso dei disoccupati quelli che fanno più fatica a rientrare nel mercato sono il 32,4% in Germania e il 64,4% al Sud. 

L’Italia si distingue sempre per essere la peggiore nelle statistiche occupazionali. Le cose devono cambiare ora!

L’occupazione può far girare la moneta, la produzione , l’economia

Più persone che percepiscono un reddito significa ripresa dei consumi e minori costi di produzione per le imprese!

Non solo, un aumento di gettito serve a garantire migliori servizi, una sanità più vicina alle persone e aiuti importanti al sociale!

Fratelli d’Italia vuole assolutamente sconfiggere questa piaga che danneggia la nostra società!

Abbassiamo il costo del lavoro, incentiviamo la produzione di nuovi posti di lavoro e creiamo manovre sicure per le imprese che incentivino l’assunzione!

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SARANNO DAVVERO IN ARRIVO INCENTIVI ALLE IMPRESE?

Il testo del ddl parla chiaro: entro 12 mesi il governo è delegato ad adottare uno o più decreti legislativi per “la riforma della normativa” in materia di “incentivi alle imprese” per “migliorarne l’efficienza”. Tali decreti hanno l’obiettivo di “definire un sistema organico di regole per l’attivazione del sostegno pubblico a favore delle imprese, previa ricognizione delle misure esistenti, anche mediante abrogazione, sistematizzazione e semplificazione” delle norme e “attraverso l’adozione di nuove misure, anche con riguardo al sistema degli incentivi alle imprese del Mezzogiorno”. Possiamo crederci? Sarebbe anche ora! Dopo il taglio delle crescite del PIL al +2,3%, dal +3,2% previsto a marzo, e quelle nel 2023 dal +2,1% al +1,7%, è ora di ripartire, forse!! Dopo le crisi economiche e finanziarie che hanno pesantemente colpito le nostre aziende e cittadini negli ultimi due anni, l’istituzione di un sistema di regole e misure per tutelare le imprese è una pratica quasi obbligatoria! Il nostro sistema produttivo ha bisogno di un netto taglio fiscale e l’istituzione di incentivi utili per assicurare la ripartenza a pieno regime del nostro tessuto economico. L’auspicio è sempre quello, anche se ormai per noi il tempo di questo governo è scaduto, che si creino riforme che portino veramente a un miglioramento della nostra economia, perché all’Italia e agli italiani non serve il bonus monopattino, ma seri incentivi che coprano le spese. Ormai siamo ai rigori, calcisticamente parlando e gli italiani sono stanchi e stufi di misure che non vanno ad incidere sostanzialmente sul benessere della loro vita e delle proprie attività lavorative!!

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