LA RIFORMA DEL CATASTO CHE MINACCIA LE TASCHE DEGLI ITALIANI

Il 14 gennaio è scaduto il termine per la presentazione degli emendamenti riguardanti la riforma fiscale. L’intero Centrodestra ha presentato una proposta di stralcio dell’articolo 6, riguardante la revisione del catasto. Si tratta di un passaggio importantissimo in vista dell’avvio dell’esame del disegno di legge.

Inizialmente, la riforma del catasto è stata trattata con carattere di urgenza all’interno della Legge delega 2021 allo scopo di rendere il sistema catastale più equo frenare le sperequazioni dovute alla mancata revisione delle informazioni contenute all’interno dell’archivio catastale, oltre che all’assenza di un’adeguata classificazione dei dati.

Qual è l’obiettivo di un’eventuale riforma del catasto? La riforma del catasto dovrebbe assegnare agli immobili un valore patrimoniale in linea con i valori di mercato, introducendo meccanismi di adeguamento periodico.

La vasta opposizione alla riforma è dovuta all’effettivo timore dei cittadini riguardo al fatto che l’aggiornamento dei valori determina un aumento della stima del loro patrimonio e, di conseguenza, un aumento della pressione fiscale.

Si è espresso un forte sostegno anche al mantenimento della cedolare secca sugli affitti abitativi, chiedendola di estendere anche agli immobili non residenziali, a causa dell’urgente crisi del commercio.

Noi vogliamo scongiurare l’approvazione di una riforma catastale che sia ingiusta e sicuramente che non rientri negli interessi dei cittadini. Noi proponiamo riforme serie che possano aiutare tutta la comunità! Noi pensiamo agli italiani!

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IL CARO-COLAZIONE? STIAMO RESENTANDO LA FOLLIA!

Il mattino ha l’oro in bocca, nel vero senso della parola: le quotazioni del caffè, latte, zucchero e cacao, secondo Assoutenti, nel 2021 sono aumentate rispettivamente del 81%, 60%, 30%, 60%.

Questa crescita colpisce non solo i proprietari di bar, ma anche i clienti che per fare colazione andranno a spendere dai 2.40 ai 3.60 euro: siamo arrivati a parlare del caro-colazione.

Questo fenomeno accade perché gli esercenti comprano materie prime rincarate e, per rientrare le spese, devono far crescere i prezzi per i consumatori. Si aspetta un aumento fino a 1.50 euro per il caffè che equivale al 37.6%. Qualche giorno fa si parlava dell’aumento di luce e gas, ma se si arriva all’aumento delle materie prime e dei beni alimentari si vivrà un fenomeno di grave portata che travolgerà tutti.

Parlando dei rincari delle materie prime, non si può non parlare dei supermercati che vedono in futuro significativi rincari, come ad esempio sul caffè che già solo nel 2021 ha registrato un aumento di costo del 20%. Peccato che le cifre potrebbero toccare le stelle con questi rincari! Lo stesso discorso deve essere fatto sia per la pasta, sia per il pane che prevederanno un aumento del 38%, dovuto anche all’importazione di grano e farina da parte dei paesi americani e canadesi (maggiori esponenti e produttori di farina).

Questi fenomeni di caro-spesa e caro-colazione potrebbero portare gli italiani a fare dei tagli nelle loro abitudini, iniziando proprio dalla consueta colazione al bar. Il tutto sicuramente influirà negativamente sugli esercizi commerciali portandoli a un’ulteriore amplificazione della crisi che già stanno vivendo.

Siamo difronte a un fenomeno che può costare oro, un fenomeno che si poteva evitare grazie a giuste e mirate per determinati esercizi, senza buttare fondi su misure inutili come l’assegno di cittadinanza.

L’Italia è in piena crisi, una crisi bella grossa!

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COME FUNZIONA LA NUOVA ARMA PER STANARE L’EVASIONE FISCALE

Ogni tre per due esce una nuova riforma dell’amministrazione fiscale. Nei giorni scorsi, il documento di quasi 70 pagine è stato inoltrato a Bruxelles. Si prevede una riforma ingente!
Il piano del governo per impedire l’evasione fiscale è quello di controllare coloro che non emettono fattura o scontrini di piccoli o medi importi, solitamente su consenso di entrambe le parti. A questa piaga si aggiunge il fenomeno della “sottofattura” ovvero un’emissione di fattura e/o scontrino di importo inferiore a quello venduto.
Nel 2022 verranno verificati serratamente i tenori di vita degli italiani attraverso il sistema dell’Agenzia delle entrate che in forma anonima attingerà dai saldi inerenti alle spese così. Nel caso in cui si riscontrasse una spesa inopportuna, si potranno stanare i tanto ricercati evasori.
Ulteriori controlli ferrei saranno per le attività commerciali su Internet che non possiedono una Partita Iva. Ulteriori provvedimenti riguarderanno l’automatica trasformazione delle lettere di compliance in preavvisi di accertamento. Tutto questo avverrà nel caso in cui il contribuente rimarrà inattivo senza spiegare le anomalie indicate dal Fisco in persona. Infine, coloro che fino ad’ ora erano esclusi, ovvero, i titolari di partite iva a regime Forfettario, dovranno fatturare esclusivamente in maniera elettronica.
Una riforma di tutto rispetto che però si sofferma sempre sulle povere famiglie italiane senza andar a rintracciare seriamente i soggetti che evadono le tasse da decenni. Il pagamento esclusivamente elettronico causerà danni irreparabili e tutto ciò per evitare l’evasione di piccole imprese chiudendo gli occhi sulle industrie con dicitura senza scopo di lucro che fatturano il doppio annualmente a nero.
Noi vogliamo verità e coerenza, no l’ennesima persecuzione del governo nei confronti delle famiglie.

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LA “SCUSA” DEL COVID PER MASCHERARE LE LACUNE DEL SISTEMA SANITARIO?

Mezzo milione di casi giornalieri: è questa la proiezione americana per l’Italia che, però, sta prendendo la strada dell’endemia. Sarà la fine della pandemia? Il super green pass servirà per bloccare la sua potenza? Questo è tutto da vedere.

L’aumento di contagi significa più ospedalizzazioni. Come molti studi mondiali affermano, la nuova variante colpisce la gola penetrando meno nei polmoni, causando milioni di positivi, ma diminuendo drasticamente i decessi. Il problema reale è negli ospedali!

Ormai il Covid pare essere diventato una “scusa” per giustificare gli ingenti tagli alla sanità che sono stati fatti negli ultimi anni. Il Covid ha messo in luce tutte le fattezze negative della sanità italiana. Ad oggi assistiamo continuamente ad accessi in ospedale dimezzati e a diagnosi che arrivano in ritardo di giorni e nei casi più gravi settimane. E ancora, chi soffre di patologie gravi non ha la possibilità di essere monitorato come dovrebbe e anche i controlli di routine di prevenzione sono stati cancellati in massa.

È vero, sono stati anni da incubo, ma tra non molto ci accorgeremo del vero disastro che è stato combinato alla sanità italiana! Presto il Covid-19 sarà endemico e porterà solo casi lievi e pochi gravi, ma tutt’oggi vediamo la pressione ingente sugli ospedali e pronti soccorso intasati!

Per quanto ancora gli italiani dovranno patire di questi tagli alla sanità? Quando gli daremo un servizio sanitario degno delle tasse che pagano?

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UN NUOVO MODELLO ENERGETICO PER FAR RIPARTIRE L’ITALIA

L’aumento delle bollette colpiscono le aziende su diversi fronti, poiché si traducono in un aumento dei prezzi delle forniture e dei costi di gestione (circa +40% a livello energetico).

Non ne risentono solo le aziende: tra inflazione e caro bollette il reddito reale delle famiglie e la loro capacità di spesa sono destinati a ridimensionarsi già nei prossimi mesi. Sono a rischio i consumi, che sono ai livelli di trenta anni fa a causa della crisi pandemica.

Confcommercio a fine 2021 ha provato a disegnare la portata degli aumenti. Facendovi un esempio, per un negozio con potenza impegnata di 35 chilowatt e consumo annuo 75 mila chilowattora, la maggiore spesa per la bolletta elettrica sarebbe di oltre 6 mila euro su base annua su un totale di 19 mila euro; invece per un ristorante con potenza di 50 chilowattora e consumo di 100 mila chilowattora in un anno, la maggiore spesa per la bolletta elettrica sarebbe intorno ai 8,5 mila euro annui su un totale di 28 mila €.

In un quadro fortemente compromesso come si evince dagli esempi, con aziende che vanno avanti da quasi due anni solo grazie a ristori e cassa integrazione, il rialzo delle bollette aggiunge benzina sul fuoco; Chissà per quanti locali questa è la goccia che farà traboccare il vaso!

In più, secondo la Confcommercio, la dipendenza dalle forniture estere rende l’Italia fortemente vulnerabile a forti oscillazioni dei prezzi e genera una notevole incertezza economica.

Che cosa chiediamo?

Vogliamo una riforma che ristrutturi la bolletta energetica, facendo emergere gli oneri generali di sistema. Chiediamo al governo delle misure che compensino gli impatti negativi dell’aumento dei prezzi dei carburanti e che permettano alle attività commerciali italiane di accedere al mercato concorrenziale! Vogliamo un modello energetico che sia innovativo e che rispetti l’ecosistema, portando benefici ai cittadini e a tutte le imprese italiane! Questo è il nostro modello di Italia!

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CRISI NATALIZIA: L’EFFETTO OMICRON DEVASTA IL SETTORE DELLA RISTORAZIONE E DEL TURISMO

La crisi è evidente: tra green pass e nuove restrizioni tutti i settori ne stanno pesantemente risentendo. Primo tra tutti quello della ristorazione e del turismo che durante le vacanze natalizie ha sofferto una forte battuta d’arresto. In particolare, la variante Omicron ha fatto crollare le presenze negli agriturismi per Capodanno, Befana e anche in giorni nostri;

Come spiega Simone Ferri Graziani, Presidente Coldiretti Livorno: “Una prenotazione su due di alloggio con pernottamento è stata cancellata nell’ultima settimana. Disdette e mancate prenotazioni sono legate in parte all’obbligatorietà di presentare il green pass per accedere alle strutture, ed in misura maggiore al crescente tasso di positività, all’isolamento e alle quarantene che stanno condizionando la normalità di moltissime famiglie. Stiamo navigando a vista. Le buone previsioni di un mese fa sono state spazzate via”.

Ed è proprio così. Non si erano dette belle parole sulla ripresa economica e sul miglioramento del rendimento di tutti i settori? La pausa natalizia costituisce da sempre una fonte di introiti enorme per questi settori, ma anche quest’anno hanno perso l’opportunità di respirare una boccata d’aria.

Per il secondo anno di fila ci ritroviamo ancora al punto di partenza.

Quanto dovranno aspettare ora questi settori per ricevere ristori che compensino le loro perdite?

Quante imprese dovremo veder fallire prima di renderci conto della loro importanza per il nostro Paese e pensare che avremmo potuto fare di più?

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NUOVO DPCM: E’ QUESTO IL MODELLO ITALIA A CUI ASPIRIAMO?

Si è tenuto il Consiglio dei ministri dove, lo sappiamo da giorni, sono state approvate le nuove misure sull’obbligo vaccinale over 50 ed è avvenuto un duro scontro soprattutto sul tema dell’utilizzo del super green pass. È stata particolarmente criticata la mancata assunzione esplicita della responsabilità dello Stato nel momento in cui si è introdotto l’obbligo vaccinale.

Come dice Giorgia Meloni, questo sta dimostrando ampiamente quanto il governo abbia sbagliato nel contrasto all’epidemia. Non si può di certo dire che Fratelli d’Italia non ha cercato disperatamente di contrastare tutto ciò. Stiamo andando verso una dittatura sanitaria che potrebbe costare caro ai nostri italiani.

Si è preferito concentrare tutte le energie solo sui vaccini. Forse sarebbe stato necessario pensare anche a tutte le altre misure per il contenimento della pandemia. Non si è fatto nulla per potenziare i mezzi pubblici, per la ventilazione meccanica controllata, per sostenere le aziende a sanificare i posti di lavoro, per mettere in sicurezza gli anziani (secondo i dati dell’Iss l’età media dei decessi è di circa 80 anni), per controllare i confini, per sostenere le cure domiciliari, per potenziare la sanità pubblica, per garantire trasparenza sui vaccini.

E ora ne vediamo i disastrosi risultati: un’impennata mai vista di contagi e di morti.

Incalzando, la nostra leader afferma: “Il problema è che – per non ammettere di aver sbagliato – questi incapaci, invece di cambiare rotta, continuano imperterriti per la loro strada: obbligo vaccinale per lavorare, iper mega green pass”.

È questo il “modello Italia” a cui aspiriamo?

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“NON RISPONDE” E SCATTA L’ACCERTAMENTO DEL FISCO

La comunicazione dell’agenzia delle entrate diventa imposizione, nel caso in cui un contribuente dopo la recezione della lettera non fornisce riscontro all’agenzia e non regolarizza la violazione segnalata. La comunicazione si trasforma in atto impositivo immediatamente esecutivo e impugnabile.

Questa è una delle varie proposte scritte nel documento contro l’evasione fiscale: con la nuova normativa, l’agenzia invia le comunicazioni per segnalare le anomalie così che il diretto interessato possa cambiarle.

Ma cosa succede se ciò che presuppone il soggetto e ciò che indicano i dati dell’Agenzia delle Entrate non combacino facendo così nascere o una anomalia o una infedeltà/omissione? I contribuenti potranno regolarizzare la propria posizione attraverso un ravvedimento.

Se ciò non accade e non viene fornita giustificazione dell’anomalia dall’Agenzia, il diretto interessato viene incluso in una lista selettiva. Insomma, come la lista nera che ha la funzione di controllo e di deterrenza.

Un altro problema viene a galla ed è quello della tempistica dell’invio delle comunicazioni che deve avvenire nel triennio 2022-2024, periodo che l’Agenzia potrebbe non riuscire a coprire. Nascerà così l’idea delle divisioni delle comunicazioni che avranno le caratteristiche vere e proprie dell’atto impositivo!

Questa misura avrebbe l’obiettivo di combattere l’evasione fiscale. Ma ne siamo proprio sicuri? Siamo passati dall’incessante lotta al contante alla scrittura delle liste nere e ai ravvedimenti. Assurdo! Inaspriamo le pene per i grandi evasori, non per i poveri cittadini che pagano le tasse! Dobbiamo lavorare ancora molto in questo settore!

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L’INFLAZIONE E LA CAPORETTO ECONOMICA

Notizia drammatica, ma scontata, che arriva da parte dell’Istat: secondo le stime dell’inflazione ci aggiriamo intorno al +3,9% rispetto ad un anno fa. Ricordiamo che il parametro base dovrebbe essere non superiore al 2%!

Quali sono i prodotti che ne contribuiscono di più? Alimentari e prodotti energetici che comportano una crescita di poco superiore al 1%. Come insegna l’economia, se il costo della produzione aumenta, aumenta il costo del prodotto. Siccome i prodotti energetici sono la base della produzione di qualsiasi prodotto, l’offerta subisce aumenti esponenziali!

La crescita dei prezzi nel 2021 — commenta l’Istat – rappresenta «l’aumento più ampio dal 2012 (+3%)». In base alle stime preliminari l’inflazione acquisita per il 2022 (cioè la crescita media che si avrebbe nell’anno se i prezzi rimanessero stabili fino a dicembre) è pari a +1,8%, diversamente da quanto accaduto per il 2021, quando ci fu un calo dei prezzi dello 0,1 per cento.

E ora che cosa dovremmo fare?

Il nostro governo sa bene che cosa succederà, quali sono i propri limiti e come dovrebbe agire. Tuttavia, si continua a mettere in atto provvedimenti tampone attraverso l’immissione di denaro preso da fonti sconosciuti.

Noi sosteniamo pienamente una manovra che tamponi questa micidiale Caporetto economica che si riversa pesantemente sulle tasche delle nostre famiglie che dovranno fare i conti con prezzi sempre più elevati! Le famiglie italiane vanno tutelate!

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IL METODO ONG

Per l’attività in mare è decisivo il pressing delle ONG nei porti italiani per far salire il numero degli arrivati. Nel 2021 si è osservato un incremento di oltre il 50% di migranti sbarcati rispetto all’anno precedente per un totale di oltre 67mila migranti sbarcati.

Nell’ultimo anno le navi umanitarie hanno incrementato la loro attività, portando maggiore pressione sul governo.

Come hanno agito le ONG?

Le navi che viaggiano vicino le coste libiche, luogo in cui parte la stragrande maggioranza dei migranti, hanno caricato sulle loro imbarcazioni gli stranieri e, stazionando vicino le coste italiane, hanno chiesto un porto sicuro al nostro governo. 

Facendo due calcoli, di quegli oltre 67mila arrivati, circa 10mila sono stati portati proprio dalle loro navi. A conti fatti, dunque, il 14% dei migranti è stato portato dalle navi delle Ong.

È impossibile non valutare il ruolo delle Ong nell’economia complessiva del fenomeno migratorio. Ma ancora una volta per gli italiani si annunciano nuove restrizioni e gli immigrati clandestini continuano a sbarcare liberamente sulle nostre coste. Ci chiedete qual è la soluzione? Noi vogliamo bloccare gli sbarchi e chiedere all’Europa di collaborare!

Le restrizioni a causa del Covid hanno già sufficientemente devastato questo Paese sotto tutti i punti di vista e l’arrivo di orde dei migranti potrebbe solo peggiorare la situazione. Difendere i confini è un nostro dovere: i buonisti riusciranno mai a comprenderlo?

Basta chiacchere! La parola chiave è solo una: agire!

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