FRATELLI D’ITALIA CONTINUA LA SUA ASCESA

Fratelli d’Italia è il primo partito nel Paese, secondo l’ultimo sondaggio di Swg. La forza politica guidata da Giorgia Meloni si conferma sul primo gradino del podio anche questa settimana, seguita dal Partito democratico e dalla Lega.

Insomma, come si comporterebbero gli italiani se fossero chiamati oggi alle urne?

Secondo un’indagine condotta con tecnica mista CATI-CAMI-CAWI su un campione di 1200 soggetti maggiorenni residenti in Italia, Fratelli d’Italia è il primo partito al 22,6%, in crescita rispetto a lunedì scorso di 0,5 punti percentuali. Aumenta così la distanza dal Partito democratico i cui consensi risultano in calo: i dem passano dal 21,6% al 21% in soli sette giorni, una discesa di oltre mezzo punto percentuale. A seguire, la terza forza politica nel Paese risulta essere la Lega: il partito di Matteo Salvini scende infatti al 15,6%, rispetto al 15,8% di una settimana fa.

Fratelli d’Italia sta vivendo una crescita inarrestabile. I motivi? Semplice:

  • incarniamo perfettamente gli ideali in cui buona parte degli italiani crede;
  • vogliamo ridare agli italiani un buon motivo per credere nella politica italiana, perché una buona politica può rivoluzionare un Paese. Fratelli d’Italia si impegnerà per cambiare il modo in cui viene fatta politica in Italia e per cambiare in positivo la vita degli italiani!

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LA RAFFICA DI NUOVE REGOLE E LA MANCANZA DI CHIAREZZA

Dalle prime indiscrezioni saranno prorogati per altri dieci giorni l’obbligo di mascherine all’aperto e la chiusura delle discoteche. Facendo due calcoli, i locali da ballo potranno riaprire nel weekend che precede San Valentino, ma già si comincia a vociferare di quanto sarebbe difficile far rispettare il distanziamento sociale in questa occasione. Il premier Mario Draghi si sarebbe detto d’accordo e a quel punto si è rivisto il timing. 

Nel prossimo Consiglio dei ministri di mercoledì 2 febbraio si parlerà anche il nuovo decreto Covid che prevede anche novità sulla quarantena a scuola. Tra le questioni aperte c’è anche quella della durata del Green pass per chi ha fatto anche la terza dose di vaccino.

Continuano su questa linea le misure incomprensibili del governo. Per incomprensibili, intendiamo che sono completamente prive di chiarezza e di fondamenta scientifiche. Gli italiani ormai non sanno più che cosa si può fare e che cosa non si può fare.

Per non parlare poi della proroga della chiusura delle discoteche che, di questo passo, saranno sicuramente chiuse il giorno di San Valentino, causando ingenti perdite per tutto il settore. Qualcuno penserà a delle misure per sostenere gli imprenditori? Ai posteri l’ardua sentenza

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TARI E DECRETO SOSTEGNI: LE IMPRESE MESSE ALLE STRETTE

L’emendamento 30.64 al decreto Sostegni, il cui obiettivo era concedere più tempo a imprese e Comuni per adeguarsi alla nuova disciplina sui rifiuti urbani ed ai relativi impatti sulla Tari, è riuscito a mettere i bastoni tra le ruote alle imprese. Quella che si prospettava come una soluzione è, in realtà, un grande pasticcio. Questo è quanto ha fatto emergere la Cna che, insieme ad altre associazioni di categoria, ha fatto emergere il fatto che con questo emendamento si chiede alle imprese di comunicare, entro il 31 maggio prossimo quindi con otto mesi di anticipo, quali rifiuti urbani l’impresa intende conferire al di fuori del servizio pubblico, consentendo di sfruttare l’opportunità prevista dal d.lgs 116/2020, ai fini della conseguente applicazione o meno della Tari a partire dal 2022.

Secondo Raluca Santini, responsabile di Ambiente & Sicurezza di Cna Grosseto, questa richiesta fin troppo anticipata è chiedere troppo alle imprese, soprattutto in un momento di insicurezza come questo. Il tutto potrebbe essere aggravato dal fatto che i Comuni non hanno ancora adeguato i regolamenti e le tariffe alle nuove regole ed è impensabile credere che le imprese abbiamo già gli elementi per effettuare la scelta più funzionale alle proprie esigenze e comunicarla prontamente al Comune. È inaccettabile anche la decisione di non intervenire sulla previsione che vincolerebbe per cinque anni la scelta dell’impresa!

Purtroppo, non è la prima volta che sentiamo di scandali in ambito “rifiuti”. L’ultima è stata la questione dell’inceneritore, alla quale ci siamo fermamente opposti. Nel caso della Tari, sarebbe servito un intervento diverso da parte del governo, che avrebbe dovuto perlomeno estendere la possibilità di comunicare la scelta entro il 30 settembre. In questo modo si avrebbe avuto un quadro più chiaro di tutto il 2021 e degli anni successivi. Il fatto è che ci troviamo di fronte all’ennesimo affronto alle imprese che sono continuamente messe sotto pressione a causa delle norme del governo che cambiano dal giorno alla notte. Gli imprenditori sono costantemente costretti a adeguarsi alle nuove regole che non fanno altro che mettergli fretta e peggiorare la situazione economica e produttiva. Serve un cambio di passo immediato!

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STOP ALLA LOTTA AL CONTANTE! ECCO COME ANDREBBERO DISTRIBUITE LE RISORSE…

Il tanto agognato cashback non ha dato i risultati che il governo sperava. Solo una carta di pagamento su 10 ha aderito al piano, per un totale di solo 8 milioni i cittadini che hanno partecipato all’iniziativa, considerando che il 14% è costituito da maggiorenni e che soltanto il 10% delle 115 milioni di carte di credito è stata associata al piano. Un completo fallimento in rapporto a quanto si pensava all’inizio e che determina il flop totale di tutta la riforma.

Il fine di questo progetto riguardava il superamento della pesantissima crisi del settore produttivo e commerciale, a fronte delle nuove limitazioni Covid imposte. Al fine di portare a termine tutto il piano, sono stati investiti la bellezza di 5 miliardi di euro. A questo si aggiunge un’altra buffonata: la lotteria degli scontrini. In questo caso, il richiamo all’Italia è arrivato perfino dall’Unione Europea: è una riforma iniqua che elimina il sacrosanto diritto di poter decidere di pagare in contanti. Sono tutte norme che puntano all’arricchimento delle banche ma non fruttano realmente alle imprese o ai singoli cittadini. Per non parlare poi del fatto che molte attività hanno dovuto sostenere spese per adeguarsi a questa ridicola iniziativa…

Per Fratelli d’Italia la priorità risiede nel concentrare ogni risorsa disponibile per evitare un collasso produttivo e finanziario. Per questo motivo, abbiamo chiesto al Presidente Draghi di evitare di sprecare inutilmente fondi preziosi per iniziative di poco valore e che non presentano nessun genere di ritorno economico. Considerate che a causa dell’emergenza Covid sono stati stanziati 160 miliardi di euro di extra debito che prima o poi andranno risanati. Non possiamo permetterci di sperperare altro denaro! Destiniamo i fondi alle imprese e alla salvaguardia dei posti di lavoro! Diciamo stop alla lotta al contante!

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TAMPONI A TAPPETO AI BAMBINI. MA I DISPOSITIVI DOVE SONO?

L’idea appena partorita dal governo è quella di effettuare test rapidi su tutti gli studenti, al fine di far tornare gli alunni più piccoli sui banchi di scuola subito dopo Pasqua. Tutti gli studenti, compresi gli alunni di asili nido e materne, verranno sottoposti a tampone rapido il primo giorno di scuola. Il test dovrà essere ripetuto ogni settimana e, nel caso un alunno risulti positivo, l’intera classe dovrà effettuare il tampone molecolare. C’è solo una falla nel piano: l’iter per la validazione dei dispositivi da utilizzare non è ancora stato convalidato da parte dell’Istituto superiore di sanità.

È vero, la priorità è riaprire le scuole il prima possibile. Oltretutto, econdo diversi dati, stare in classe non spinge la curva della pandemia. A dirlo è uno studio redatto incrociando i dati del Miur, quelli delle Ats e della Protezione civile, il quale copre un campione iniziale pari al 97% delle scuole italiane: più di 7,3 milioni di studenti e 770 mila insegnanti. I numeri dimostrano che il tasso di positività dei ragazzi rispetto al numero di tamponi eseguiti è inferiore all’1%. In più, i giovani contagiano il 50% in meno rispetto agli adulti e i focolai che emergono nelle classi sono molto rari (sotto il 7% di tutte le scuole). Per assurdo, è molto più probabile che si contagino i professori tra di loro che gli alunni contagino i professori.

La situazione riguardo il rientro a scuola, tuttavia, non è chiara: ancora non si capisce come verrebbero effettuati i test a tutti gli studenti. Potrebbero scendere in campo i militari e i volontari della Protezione civile, disposti magari all’entrata delle scuole, pronti a fare i tamponi salivari agli alunni. Non è chiaro neanche quale tipo di tampone verrà utilizzato, considerando che quello salivare non è ancora stato approvato. Insomma, il governo ancora una volta non si è smentito: è sempre poco chiaro nelle direttive, parla, parla ma non conclude niente. Bisogna riaprire gli istituti e lavorare a tutto ciò che ruota intorno alle scuole, come il controllo sistematico dei trasporti e le contingentazioni. Quello che c’è in ballo non sono conseguenze da poco: la salute psicofisica dei ragazzi e delle loro famiglie è messa a dura alla prova dalla cosiddetta DAD. Dopo un anno, questa situazione non è più accettabile! Riapriamo il prima possibile tutte le scuole in sicurezza!

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GLI AUTONOMI E PARTITE IVA FANNO APPELLO AL GOVERNO: I DATI DEL COLLASSO ECONOMICO

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Che l’economia sia al collasso non è una novità. Come non lo sono neanche gli infiniti appelli degli imprenditori. L’ultimo è quello degli autonomi e delle Partite Iva che fanno un a richiesta molto semplice e coincisa al governo: teniamo aperte le attività o moriremo di fame. L’ex senatore Eugenio Filograna, presidente di Autonomi e Partite Iva, afferma che “vanno assicurate le condizioni necessarie per mantenere la massima sicurezza ma non possiamo permetterci di tenere chiuse le imprese che tengono viva l’economia” intervenendo anche sulla burocrazia persecutoria che assilla da tempo la categoria. Quello che si rischia non è solo il collasso sanitario, ma anche quello economico.

Il chiaro dato a cui facciamo riferimento è il crollo del Pil: parliamo di un abbassamento di oltre l’8%. L’unico dato che pare crescere è il debito e la pressione fiscale. Secondo i dati elaborati dall’Istat la pressione fiscale complessiva vale a dire l’ammontare delle imposte dirette, indirette, in conto capitale e dei contributi dei cittadini è risultata pari al 43,1%, percentuale in aumento rispetto all’anno precedente (42,4%). 

Guardando l’altro lato della medaglia, nel 2021 si spera di recuperare circa il 4,1% e il 4% nel 2022. Quale sarebbe la soluzione o un eventuale spinta di fiducia per l’economia? Un progresso più rapido nella diffusione dei vaccini, il quale permetterebbe di rimuovere più rapidamente le restrizioni e aumentare la fiducia e la spesa. Le prospettive economiche globali sono migliorare notevolmente negli ultimi anni e bisogna puntare tutto sulla soluzione che permette di eliminare questo virus. Non è concesso nessun ritardo o eventuale malfunzionamento nel sistema vaccinale. Abbiamo la più grande arma per far ripartire questo Paese e rimettere in moto l’economia! Stipuliamo un piano d’azione e partiamo in quarta!

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IL NUOVO GOVERNO DICE ADDIO ALLA FLAT TAX

Il nuovo piano fiscale secondo il governo di Mario Draghi: progressività fiscale, no alla flat tax, a condoni ed a nuove tasse. La flat tax sembra essere stata completamente esclusa. Questa è una linea presentata in anteprima alle fora parlamentari contattate, ma si continua a sostenere la progressività del sistema tributario. Il governo parla di una rimodulazione delle aliquote, senza aumentare la pressione fiscale (o almeno per quello che dicono ora). Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia, però, rivendicano la proposta di una flat tax che possa garantire una reale progressività fiscale.

Il fatto che il Premier non pensi all’ipotesi della flat tax, da sempre sostenuta dal nostro partito, è deludente. Il fatto che non pensi ad un aumento delle tasse potrebbe risultare, tuttavia, positivo, ma bisogna guardare anche il risvolto contrario. Secondo Andrea Dalmastro, deputato di Fratelli d’Italia: “Immaginare progressività e non abbattimento della tassazione riecheggia più la grammatica di Boldrini e Leu di coloro che credono nella necessità della rivoluzione liberale della tassazione”. Insomma, attenti agli inganni e ai giochi di parole!

Da anni Fratelli d’Italia si fa promotore di una riforma fiscale che comprenda la Flat Tax, proponendo una tassazione al 15% per famiglie e imprese sul reddito incrementale rispetto all’anno precedente e successivamente per l’intero reddito prodotto. Insomma, un’aliquota fissa, al netto di eventuali deduzioni fiscali o detrazioni. Un’ottima riforma che eliminerebbe totalmente l’eventuale possibilità di pressione fiscale che da anni viene imposta ai nostri cittadini! La paura di un possibile aumento delle tasse è vivida, nonostante il nuovo Premier sembra aver smentito questa ipotesi. Noi di Fratelli d’Italia continueremo a combattere contro la pressione fiscale e a favore dell’introduzione nel sistema fiscale la tanto agognata Flat tax! La soluzione migliore per tutti gli italiani!

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ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2021: PRONTI A RIPRESENTARCI!

Antonfrancesco Vivarelli Colonna è pronto a ripartire! Il nostro sindaco, che fa parte della nostra coalizione costituita da Lega, Forza Italia e, appunto, Fratelli d’Italia, è pronto a ripresentarsi alle elezioni amministrative del 2021. L’impegno di Vivarelli Colonna per la nostra città è stato immenso, tanto che le sue intenzioni sembrano essere ben chiare: continuare il suo lavoro in qualità di primo cittadino. È lo stesso sindaco che afferma che vorrebbe “terminare quanto iniziato. La mia missione politica è nata senza che me l’aspettassi. Io devo stare a Grosseto e consolidare l’operato della mia amministrazione per i prossimi cinque anni, per questo sono rimasto a Grosseto».

Da anni, noi di Fratelli d’Italia, collaboriamo con Vivarelli Colonna per il bene dei nostri cittadini e della nostra città. Il principio chiave è “essere coesi” e garantire continuità, mettendo al primo posto la comunità, soprattutto in questo periodo in cui è profondamente ferita dall’emergenza sanitaria globale.

Fratelli d’Italia dà la priorità agli italiani e a tutti i cittadini, i quali vanno sostenuti e tutelati sempre, così come lo devono essere le loro imprese. Serve efficienza e poter assicurare, in qualità di istituzione, la crescita della nostra società e del nostro territorio, volgendo l’attenzione nei confronti delle necessità dei cittadini. Fratelli d’Italia aiuterà Vivarelli Colonna a creare un programma comune, affinché si possano soddisfare i nostri principi, mettendo in atto soluzioni efficaci e precise sul territorio. Ricordiamo che al centro di tutto c’è il benessere dei cittadini, il diritto al lavoro e il sostegno della nostra comunità nella sua interezza!

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SALVIAMO LA NOSTRA CARA ITALIA!

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Ben sappiamo che l’emergenza sanitaria ha avuto un impatto diretto sulla crisi da Covid-19. Lo stato di salute di diversi settori è veramente critico e vi sono innumerevoli comparti che sono completamente in ginocchio. Ci basti pensare che il totale delle ore di cassa integrazione registrate nel mese di aprile segna una crescita del 3.716% rispetto al mese precedente, per poi rimanere costante a circa 1.213% negli altri mesi dell’anno, rispetto al periodo maggio-novembre 2019. In più, per quanto riguarda l’occupazione, circa mezzo milione di lavoratori ha perso il proprio lavoro, nonostante lo stop dei licenziamenti indetto dal governo.

Uno dei dati più preoccupanti riguarda anche la situazione delle famiglie: le richieste di crediti sono in netto rialzo a partire dal mese di marzo, soprattutto per prestiti finalizzati, carte, prestiti personali e mutui. Il tutto indica una forte sofferenza dei nostri cittadini, a fronte di ristori mancati e misure economiche risultate inefficienti. Anche il commercio registra una forte contrazione: si stima che le importazioni siano calate del 4,76% dai Paesi in Europa e del 12,33% dai Paesi extra-europei. Per quanto riguarda le esportazioni, inoltre, si calcola un ribasso del 5,54% dai Paesi Europei, e del 9,64% dai paesi extra-europei.

La situazione è seria. Non si può più rimanere a guardare il collasso del nostro Paese. Queste cifre sono una tragedia per l’intera popolazione e una pessima pagella per qualsiasi governo. Bisogna agire! Servono misure efficaci che includano ristori utili alle nostre imprese per salvarle dal tracollo. Le famiglie hanno un disperato bisogno di sostegno economico! Il che non si traduce con lo sfornare un bonus diverso ogni mese, ma significa migliorare le condizioni di vita del cittadino e tutelare le loro imprese. Bisogna dare il via a un colossale piano di investimenti che possa portare benessere e lavoro per tutti, restituendoci finalmente un futuro a cui ritornare, dopo questo periodo buio di questa pandemia.

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FINALMENTE RIPARTE IL PROGETTO DEL POLO AGROALIMENTARE

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Un altro caso di opere pubbliche rimandate all’infinito. Ora, però, si riaccendono i fari sul Polo agroalimentare che si sarebbe voluto realizzare una decina di anni fa nella provincia di Grosseto. Se solo fosse diventato realtà si avrebbe riconosciuto al capoluogo della Maremma l’attributo di industria toscana del settore primario, con tutti i benefici che ovviamente ne sarebbero conseguiti. Ma oggi, finalmente, sembra esserci un nome presente nella busta che eleggerà il prossimo gestore del progetto. Il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Fabrizio Rossi, e il commissario provinciale e consigliere provinciale, Bruno Ceccherini, affermano che “è solo grazie all’Amministrazione Vivarelli Colonna se al centro destra siamo arrivati ad avere un gestore”.Il 2019 avrebbe dovuto essere l’anno di termine dei lavori. Eppure, eccoci ancora qui. A differenza di quanto, però, si crede non è stata la provincia a non usufruire dei milioni di euro stanziati dalla Regione, ma il susseguirsi di presidenti a targa Pd e il dito sarebbe puntato contro i soliti conflitti all’interno del centrosinistra. Ma, d’altronde, non è una novità. Ci sono voluti anni per disciogliere quella opposizione centrista e regionalista. Abbiamo anche rischiato di perdere il polo dell’agroalimentare a seguito della riforma delle competenze della Legge Delrio del 2015. Per fortuna che i finanziamenti statali erano indirizzati solo ed esclusivamente alla provincia di Grosseto e alla Regione Toscana. A che punto siamo arrivati allora? Ce la stiamo mettendo tutta e il nostro impegno comincia a dare i primi frutti: una cordata di imprenditori ha colto la palla al balzo e ha deciso di presentare formalmente la candidatura per prendere in carico la gestione del Polo dell’Agroalimentare. Tutto grazie all’amministrazione locale che insistito e definito le condizioni per aderire al progetto. Un’iniziativa non da poco! Appena individuato il gestore, ci vorranno circa dai 16 ai 24 mesi per la realizzazione delle strutture. Fratelli d’Italia mantiene la parola e porta a termine quanto si è proposto di fare, portando lavoro, benessere e sviluppo ai propri cittadini. Il tutto si somma alla prestigiosa posizione che il luogo otterrebbe una certa importanza all’interno del settore primario.

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