LE CARTELLE SONO PRONTE A RIPARTIRE: IN ARRIVO UN’ULTERIORE BATOSTA PER GLI ITALIANI

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La macchina della riscossione riparte, dopo la proroga durata dall’8 marzo al 31 dicembre 2020. Si stanno studiando misure per scaglionare gli invii, per evitare eventuali contraccolpi dovuti anche dalla disastrata situazione finanziaria nella quale riversano molti autonomi, imprese e famiglie a causa delle misure per contenere la pandemia. Tutti gli atti nei mesi precedenti riprenderanno ad essere notificati a partire da lunedì 18 gennaio, recapitando le cartelle e gli atti connessi alla riscossione. In totale, i soli atti della riscossione ammontano a 34 milioni, a cui si aggiungono altri 16 milioni relativi alle rettifiche e vari avvisi dell’Agenzia delle Entrate: il totale ammonterebbe a ben 50 milioni.

A fronte di questa novità, l’unica domanda che ci sorge spontanea è con quale faccia questo governo chiede di far ripartire la repressione fiscale nei confronti di famiglie e imprese che sono completamente in ginocchio a causa delle infinite restrizioni che sta imponendo il governo? Sarà un diluvio di riscossioni che si abbatte pienamente sugli italiani che già sono asfaltati da queste misure anti-contagio. Come faranno a pagare le piccole o medie imprese a cui viene negato anche il diritto di lavorare! Questa è un’ulteriore batosta ingiustificata nei loro confronti!

Neanche la situazione ristori sembra migliorare: in pochi l’hanno ricevuto e quel compenso è sicuramente insufficiente per coprire tutte le spese. Ma che cosa stanno aspettando a istituire un decreto Ristori 5? Un decreto che per lo meno sospenda la riscossione dei contribuiti e allunghi i termini della prescrizione delle notifiche dell’Agenzia delle entrate! Questa ennesima batosta è completamente ingiustificata e infierisce ulteriormente su dei comparti che sono completamente asfaltati! Il governo si deve vergognare!

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ALLA RICERCA DELLA MAGGIORANZA SPERDUTA

Giuseppe Conte deve essere un uomo dalla memoria molto corta. Tempi orsono, ovvero il 25 luglio 2019, in piena crisi con la Lega, forse non ricorda di aver scritto un messaggio su Facebook che riportava testuali parole: “Che io possa andare in Parlamento a cercare maggioranze alternative o che io voglia addirittura dare vita a un mio partito è pura fantasia. Non facciamo i peggiori ragionamenti da Prima Repubblica. Restituiamo alla politica la sua nobiltà, la sua nobile vocazione. Voliamo alto“. Anche Giorgia Meloni riporta questa citazione attaccando il Presidente del Consiglio e affermando che queste sono state “le ultime parole famose”. Forse le cose ora sono talmente tanto cambiate che il nostro caro Premier ha deciso di contraddirsi da solo. Non starà di certo raccattando in giro per Parlamento e Senato una maggioranza alternativa, vero?

Eppure, pare sia proprio così: Giuseppe Conte andrà in Aula lunedì e in Senato martedì per il voto di fiducia. Ed ecco che prende subito vita un nucleo a sostegno del Premier: il Maie-Italia23, che ha lo scopo di costruire una maggioranza che ha come punto di riferimento il Presidente del Consiglio già in carica. È un po’ come andare al mercato e raccattare la prima cosa che salta all’occhio. Il ragionamento è più o meno lo stesso, ovviamente neanche lontanamente corretto dal punto di vista democratico.

È difficile non rendersi conto delle profonde contraddizioni di questo governo che ha dimostrato di essere tutto il contrario di tutto. Intanto ieri, giorno in cui la nostra adorata capogruppo Giorgia Meloni ha compiuto 44 anni, ha partecipato all’iniziativa promossa da Santiago Abascal a Barcellona, per parlare del “Futuro del patriottismo in Europa e negli Stati Uniti”. Un vero dialogo tra coetanei patrioti, concentrandosi sulla situazione politica attuale.

Nel frattempo che questo teatrino finisca, porgiamo i nostri più cari auguri alla nostra capogruppo Giorgia Meloni per il suo compleanno!

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IL TEMA SCOTTANTE DELLA CRISI DEL GOVERNO “CONTE BIS”

Matteo Renzi ha deciso: la delegazione di Italia Viva si è dimessa dal governo, ritirando i suoi due ministri, Elena Bonetti e Teresa Bellanova, e il sottosegretario Ivan Scalfarotto. Nel corso della conferenza stampa, l’ex sindaco di Firenze ha affermato che la crisi non è stata aperta da loro, ma è aperta da mesi. Ma ne siamo sicuri che la crisi di governo sia aperta solo da mesi? Noi parleremmo piuttosto di anni, da quando questo governo è stato istituito con l’inganno e senza considerare la reale volontà del popolo. La prima autentica forza politica del Paese è il centrodestra!

Dopo un vertice che si è tenuto poco prima della conferenza di Matteo Renzi, questa compattezza tra Fratelli d’Italia e gli altri partiti della coalizione è ben più che evidente. Noi chiediamo che il Presidente del Consiglio prenda atto della crisi e si dimetta immediatamente o chieda il voto di fiducia in Parlamento. Nel momento in cui la fiducia dovesse mancare, però, l’unica soluzione che proponiamo è il ritorno al voto, ovvero l’unico e vero accordo democratico che è possibile mettere in atto!

Riprendendo le parole di Giorgia Meloni: “Il centrodestra mi pare molto compatto nel ritenere che il circo a cui stiamo assistendo gli italiani non se lo possono permettere. Non si può perdere altro tempo. In una nazione normale il presidente del Consiglio si dimetterebbe stasera. Poiché non siamo in una nazione normale chiediamo a Conte di venire in Aula a verificare se ha ancora una maggioranza“.Ed è proprio questo quello che noi vorremmo che accadesse!

Ma ci ricordiamo che cosa sta succedendo sullo sfondo di tutta questa sceneggiata? Chi paga l’immobilismo di questo governo e le loro contesa di poltrone ci sono i baristi, i ristoratori, i titolari di palestre e piscine, le partite iva e tutto il comparto scolastico e della ristorazione. Ma ci rendiamo conto? Tutte queste persone non possono difendersi in alcun modo e sono completamente nelle mani di questo governo e della scansione settimanale dei dpcm. L’Italia non può perdere altro tempo! Siamo all’apice di una questione politica veramente vergognosa. Chiediamo che questo scempio finisca quanto prima!

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FRATELLI D’ITALIA SPICCA IL VOLO AI SONDAGGI, MA ATTENZIONE ALLE FALSE ACCUSE DEMONIACHE!

Ciò che è accaduto agli Stati Uniti è un fatto molto grave e la violenza è, e sarà sempre, una forma implicita di inferiorità. Non esiste nessun genere di violenza accettabile, ma solo una violenza condannabile. Ancora più grave, però, è cogliere quel momento di instabilità Oltreoceano per trasferirla qui da noi, in Italia, per condannare il solito blocco sovranista-conservatore. Il caso è grave: Giorgia Meloni è stata accusata di non aver denunciato con fermezza il tentato il colpo al Congresso negli Stati Uniti. Ma la realtà, è che lei ha chiesto espressamente che le violenze terminassero come aveva domandato il Presidente Trump. Ma da qui, subito partono gli attacchi sul fatto che il capo di partito sostenesse l’ex Presidente degli Stati Uniti: come sempre all’opposizione interessa di più innalzare i livelli di tensione, piuttosto che placarli.

Bisognerebbe provare a contestualizzare nel complesso ciò che il Taycoon ha fatto negli ultimi quattro anni e non demonizzarlo, lui come tutti i leader dei partiti conservatori. In un attimo siamo stati definiti dalla stampa gli “sciamani d’Italia”, in riferimento all’uomo simbolo dell’assalto al Congresso. Ovviamente l’azione non si ferma soltanto agli attacchi al partito, ma a tutti gli elettori, considerati dalla stampa come sensibili alle bufale e incolti. Il nostro partito guadagna sempre più punti ai sondaggi (gli ultimi dati ci riferiscono che siamo tra il 15% e il 16%), ma la verità è che l’opposizione freme quando vedono la poltrona messa in pericolo! Ricordiamoci, che la maggioranza è al governo da 10 anni e nessuno li ha mai votati per stare in quel posto! Loro vorrebbero una destra “che piace alla sinistra” e demonizzare la destra quando vince, rappresentando la realtà in maniera avversa.

Siamo stufi di essere paragonati a ideali inesistenti e di essere demoniacizzati, solo perché crediamo fermamente nella difesa delle nostre idee di destra e conservatrici. La verità è che, noi di Fratelli d’Italia, siamo continuamente giudicati in merito a come gli altri partiti ci dipingono, e non per le nostre azioni. Noi restiamo, e resteremo, il vero partito sovranista di questo governo e saremo sempre coerenti con i nostri ideali conservatori!

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IL GOVERNO DELLE QUESTIONI CONTENZIOSE

Ieri, 8 gennaio 2020, si sarebbe potuta decretare la crisi di governo. Come? Con la riunione di maggioranza sul Recovery Fund in cui il Premier Giuseppe Conte e il ministro dell’economia Roberto Gualtieri stanno redigendo il nuovo piano sulla base delle proposte di Italia Viva. Il partito di Matteo Renzi si è permesso di avanzare un numero ingente di proposte: prima di Natale erano ben 6. Tra queste, sicuramente la gestione del Recovery Fund e, pare, sia stato messo sul tavolo anche la questione del Ponte di Messina. Assurdo. Si vocifera, inoltre, che la tensione fosse alle stelle, accusando di aver subito anche delle “provocazioni politiche”. Forse il momento della svolta è giunto: la crisi di governo è alle porte e speriamo sia la volta buona!

Il vero problema è che la maggioranza si sta preoccupando di questioni decisamente inutili e obsolete in un momento in cui siamo in piena pandemia. A questo punto allora le emergenze diventano due: l’emergenza sanitaria e l’emergenza politica, perché urge un repentino cambio di reggenza! Sembrano un gruppo di bambini all’asilo che si contendono il giocattolo più prezioso, peccato che in questo caso ci troviamo di fronte al governo italiano e l’oggetto contenzioso è la poltrona. E mai come ora, tutto questo è evidente.

L’opzione “andare alle urne” non sembra piacere al governo. Ma quale sarebbe la loro scusa? Andare a votare “sarebbe sa irresponsabili” a causa della pandemia, quando a settembre abbiamo mandato l’intera popolazione italiana al voto per il referendum! Tutte scuse per sfuggire al giudizio degli italiani e continuare a governare con l’inganno questo Paese, senza nessun progetto definito e sperperando le risorse in bonus.

In attesa di scoprire quali sono le sorti di questa questione contenziosa e poter andare finalmente alle urne, possiamo contribuire tutti alla caduta di questo governo firmando la petizione indetta da Giorgia Meloni:

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IL RIMPASTO DI GOVERNO, RIMPASTA ANCHE I CONNOTATI DEI PARTITI: TUTTI SI DEFINISCONO PATRIOTI, MA I VERI PATRIOTI SIAMO NOI!

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Lo stallo nel confronto tra il Giuseppe Conte e Matteo Renzi fa tremare il governo. La situazione a Palazzo Chigi sembra complicarsi di ora in ora e il tutto avviene in concomitanza con le nuove misure di contenimento della pandemia da Covid-19. Sono giorni frenetici che non riescono a disinnescare la miccia e a smentire una tanto vociferata crisi di governo. La questione sarebbe la gestione del Recovery Fund, il Mes sanitario e i servizi segreti. L’obiettivo della maggioranza sarebbe quello di attuare un maxi-rimpasto, senza perdere di vista un Conte ter. Ma proprio durante questa fase così delicata doveva insorgere questo problema? Proprio in questo momento in cui si deve scongiurare una terza ondata della pandemia e pensare a seri ristori per gli italiani?

Le proposte di Matteo Renzi non sono che parole spese in cambio di appoggio da parte delle grandi consorterie europee! Il leader di Italia Viva sta solo svendendo a basso costo pezzi interi di Italia! E non venga a raccontare in Parlamento che non è una questione di poltrone e che, soprattutto, quello che stanno facendo è una vera azione da patriota. Patriota lui? Noi siamo i veri patrioti! Questa parola risiede nel nostro vocabolario dai tempi in cui il nostro partito è stato fondato. Ci dicevano che questo termine era caduto in disuso, ma ora bisticciano al governo per accaparrarsene la definizione. Come dice Giorgia Meloni, d’altronde ne dovremmo essere felici, perché questo è un po’ come se fosse un segno di vittoria e di ammissione di sconfitta da parte del nemico.

La vera soluzione a questo problema sarebbe tornare alle urne e dare la parola agli italiani, gli unici veri giudici di tutta questa situazione e di questo governo. Peccato che questa soluzione sia tanto temuta dalla maggioranza, proprio perché sanno che perderebbero le loro tanto adorate poltrone.

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IL FAMIGERATO RILANCIO DEI CONSUMI ALZA BANDIERA BIANCA DURANTE IL NATALE DEGLI ITALIANI

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Che festa è stata per gli italiani il Natale? E come saranno le due successive? Sicuramente un Natale segnato dalle restrizioni e dalla paura del contagio. D’altronde ben sappiamo che non sono e non saranno feste ordinarie, ma gli effetti sono già ben visibili sotto diversi punti di vista. Secondo uno studio di Confesercenti, Il 41% degli italiani, crede che la pandemia abbia spazzato via totalmente o parzialmente la magica atmosfera natalizia e solo per il 29% dei nostri concittadini la festa è rimasta intatta. Gli italiani sono stremati dopo questo anno difficile e questo è ben più che evidente!

Il tutto si riflette anche sul bilancio economico famigliare: il 32% afferma di aver ridotto i consumi durante l’anno, il 13% arriva a fine mese tirando la cinghia e il 4% non ci arriva affatto. E ben sappiamo quanto siano costati i sacrifici degli italiani quest’anno e, soprattutto, quanto si facciano sentire durante le feste. Il budget che gli italiani sono disposti a spendere è di circa 280 euro, registrando un calo del 13% rispetto all’anno scorso. Il 16% pensa, addirittura, di non fare nessun acquisto e nessun tipo di dono durante queste feste. Insomma, gli effetti della pandemia e dei ristori mancati sono palesi, il governo avrebbe dovuto fare molto di più! Il tanto famigerato rilancio dei consumi da parte del governo può sventolare la bandiera bianca, dichiarando la sua disfatta.

I negozi fisici, inoltre, speravano di poter rilanciare il consumo dopo un periodo dominato totalmente dal web, ma purtroppo non è stato così. I giganti del web hanno avuto la meglio questo Natale a discapito della nostra celeberrima mano d’opera italiana. Questo potrebbe essere un chiaro segnale del mancato funzionamento della famigerata burla del cashback natalizio: non è stata la giusta soluzione per rilanciare i consumi, soprattutto in un periodo chiave come questo! Per questo proponiamo, piuttosto, i giusti ristori per rilanciare l’economia e incentivare l’acquisto di prodotti del Made in Italy, così da poter risollevare il retail e i consumi! Come sempre, siamo a fianco delle nostre imprese!

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IL DPCM DEL GRINCH DEL NATALE

Conte, o meglio il Grinch (famoso personaggio dell’omonimo film e risaputo nemico del Natale) ha appena esposto il prossimo dpcm in vigore nel periodo di Natale. A loro dire, hanno adottato “un decreto legge e non un Dpcm che trova un punto di equilibrio tra la stretta necessaria e le deroghe necessarie in considerazione della valenza sociale e ideale delle festività“. Il che è tutto da discutere…. Per non parlare poi del ridicolo calendario colorato che hanno organizzato: sembra Carnevale e non Natale!
Ma come fanno gli italiani a capire qualcosa in questa confusione? A sentirlo parlare alla conferenza stampa, sembra quasi che noi tutti dobbiamo ringraziarlo per le misure messe in atto.

A un certo punto della conferenza stampa arriva il punto cruciale: i ristori. Il Premier promette ai poveri commercianti misure ad hoc per quelle povere categorie che sono state messe in ginocchio a suon di bastonate a causa dei dpcm. Il governo chiede loro un ulteriore sacrificio… sarebbe meglio dire “l’ennesimo sacrificio”. Nel decreto hanno inserito una prima parte di ristori immediati a bar e ristoranti. Il che è una buona notizia, ma gli altri comparti? Con il decreto emanato il 3 dicembre, Confcommercio aveva stimato 720 milioni di euro di fatturato. Questo perché realmente il Natale dà una botta economica al nostro Paese, ma quest’anno dei poveri lavoratori soffriranno la fame a causa dei ristori inadeguati.

La verità è che Conte deve chiedere scusa a tutti gli italiani per questa immane confusione che stanno combinando nella gestione della pandemia. Conte avrebbe dovuto parlare delle misure di ristoro prima di tutto il resto! È tutto frutto di un governo cinico e irresponsabile, che chiude tutti in casa in questo periodo di festività, proprio come avrebbe fatto il Grinch! E chissà che Natale terribile sarà per molti italiani

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PENSARE AI FIORELLINI NON E’ IL GIUSTO MODO DI GESTIRE LA CAMPAGNA VACCINALE ANTI COVID-19

Entro fine anno, o addirittura prima di Natale, i primi europei saranno vaccinati contro il Covid-19. L ’Italia, purtroppo,potrebbe non rientrare in queste tempistiche. La Germania, con un numero di morti inferiore all’Italia, spera di iniziare al più presto, ma Il nostro Paese, come al solito, è sempre in ritardo con la tabella di marcia. Sono tutti sono troppo impegnati con il progetto Primula. Anzi, perché gli altri paesi europei non hanno pensato a stand petalosi, o ancora meglio a monopattini e banchi a rotelle? Ah si, forse perché loro hanno pensato a un reale piano di vaccinazione anti Covid-19, così da agire il prima possibile nelle strutture sanitarie e nelle rsa. Ma forse il governo preferiva pensare ai fiorellini.

Nonostante questo, il nostro presidente della Camera, Roberto Fico, afferma che tutto il lavoro portato avanti in questi mesi è stato molto fruttuoso e che le istituzioni e tutto il Paese sta reggendo perfettamente, e il tutto è riconosciuto anche internazionalmente. Forse sta parlando di un governo utopico… sicuramente non quello italiano!

La verità è che la maggioranza non riesce a gestire neanche il piano dei vaccini, che deve essere ancora chiuso. Anche supponendo che per magia la macchina dei vaccini riesca a partire efficacemente il 15 gennaio, si potrebbero evitare 17.000 decessi in 9 mesi. Iniziando un mese prima, però, i numeri potrebbero essere addirittura migliori. Purtroppo, però, nella prima fase ci saranno solo 300 luoghi di somministrazione, perlopiù ospedali. Quindi gli stand fiorati ci saranno, ma con calma, con i tempi del governo.

Nel frattempo, il bollettino giornaliero fornisce dati agghiaccianti sull’andamento dell’epidemia, segno che qualcosa ha fallito nella gestione del sistema al vertice. Lo abbiamo visto con le misure economiche e i ristori mai arrivati, con la divisione del paese in colori come se fosse Arlecchino e, ora, con la gestione della campagna vaccinale. Povera la nostra Italia nelle mani del governo PD-M5S!

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LO STRANO CASO DELLE VIE DELLO SHOPPING AFFOLLATE. SARA’ FORSE COLPA DELLE CONTRADDIZIONI DEL GOVERNO?

Dopo un weekend pieno di “insopportabili assembramenti”, come li ha definiti il commissario Domenico Arcuri, si ipotizza un’ulteriore stretta alla mobilità dei cittadini. Si, proprio un’ulteriore stretta a quelle che saranno già prossimamente in vigore al termine di questa settimana. Dopo una riunione con il Cts e Lamorgese, si è giunti alla conclusione che servono misure più rigide per evitare un’altra devastante ondata a gennaio. Non è inaspettata, dunque, l’uscita di un nuovo dpcm più restringente.

Ma parliamoci chiaro: i cittadini hanno fatto e stanno facendo ciò che non è vietato. Questo weekend il messaggio è sembrato pressoché un “tana libera tutti”, due giorni senza misure restrittive agli spostamenti. Da quando esiste la società dei consumi, è praticamente quotidianità passeggiare tra i negozi e dedicarsi un momento di spensieratezza dopo una settimana di lavoro e studio. Il tutto va combinato con il penultimo weekend prima delle feste, momento di cruciale e tradizionale shopping natalizio. Possiamo dire che non è stata minimamente una sorpresa l’accaduto e che il tutto era perfettamente prevedibile, ma nulla è stato fatto per evitare lo svilupparsi di questa circostanza.

La colpa allora non è dei cittadini che si sono semplicemente attenuti alle regole, ma del governo! Anzi, se dobbiamo essere più precisi, è stato Conte con la sua geniale iniziativa del cashback a consentire il riversamento nelle strade dello shopping!

Gli italiani sono disorientati: il governo apre e chiude i confini comunali e gli esercizi commerciali come se fossero le finestre di casa propria! E pensare che il Premier aveva istituito la divisione in zona gialla, arancione e rossa per festeggiare tranquillamente il Natale… Dovrebbero smetterla poi di guardare cosa fanno gli altri: ora il governo sembra voler seguire la linea della Germania, imponendo un lockdown generale a Natale. In Italia, il confinamento non è stato imposto neanche quando la curva stava risalendo pericolosamente, figuriamoci ora che sta scendendo! È un governo che ha detto tutto e il suo contrario nello stesso tempo! In questo modo, gli italiani si sentono inevitabilmente disorientati!

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