IL PIL DIMINUISCE, AUMENTANO TASSE E DISOCCUPAZIONE. LE IMPRESE ITALIANE IN DIFFICOLTA’. FRATELLI D’ITALIA: ABBASSARE LA PRESSIONE FISCALE

L’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) boccia le riforme del governo italiano: per l’Italia il 2019 sarà un anno di recessione: – 0.2% di PIL. Una notizia che sembra non turbare la sicumera degli esponenti del governo, Di Maio su tutti, che afferma che il fatto che i dati rilevati dall’Ocse siano negativi è indice della buona direzione presa dall’esecutivo giallo-verde.

Di Maio, però, sa bene che la situazione italiana non è delle migliori. È chiaro che non possa ammetterlo senza pensare alle ricadute che ciò avrebbe in termini di consenso elettorale alla vigilia delle elezioni europee, ma – stando sempre alle previsioni della stessa organizzazione di studi economici – ad una recessione economica, com’è prevedibile, seguirà anche un aumento della disoccupazione: dal 10.6 al 12%. E le previsioni Ocse sembrano confermate dagli ultimi dati resi noti dall’ISTAT, che attesta un lieve rialzo della disoccupazione nel mese di febbraio. 

Il governo finge dunque di non accorgersi che le misure previste nella manovra di bilancio non solo sono del tutto inutili ai fini dell’economia italiana, ma risultano finanche dannose! Eppure, per far ripartire la produzione italiana basterebbe poco: ridurre il carico fiscale, come peraltro lo stesso Salvini aveva promesso in campagna elettorale. Invece si scopre, grazie all’allarme lanciato dalla CGIA di Mestre, che per quest’anno la pressione fiscale raggiungerà il 43%. In breve, dunque, a Palazzo Chigi si è scelto di proseguire secondo la linea dettata dagli ultimi governi di sinistra: aumentare le tasse. Il governo “del cambiamento” è tale solo a parole, nei fatti sulle piccole-medie imprese italiane si continua a far cassa, a discapito della produttività del made in Italy.

Luca Vitale – Fratelli d’Italia Grosseto

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