IL DIVARIO AGGHIACCIANTE TRA PREZZI E STIPENDI

Il divario tra prezzi e stipendi è agghiacciante. Secondo l’IPCA, la differenza tra la dinamica delle variazioni dei prezzi e quella delle variazioni delle retribuzioni contrattuali, nella media dei primi sei mesi dell’anno, arriva a quasi sei punti percentuali.

Questo è quanto constata anche l’Istat, sottolineando che la retribuzione oraria media nel periodo gennaio-giugno 2022 è dello 0,8% più elevata rispetto allo stesso periodo del 2021. L’indice delle retribuzioni contrattuali orarie a giugno 2022 segna un aumento congiunturale dello 0,3% e dell’1,0% rispetto a giugno 2021.

In poche parole, gli stipendi rimangono gli stessi ormai da decenni, mentre i prezzi si impennano rendendo il divario incolmabile al momento.

Siamo in quella che si suol chiamare “guerra dei prezzi”, dovuta a un’inflazione continua, imputabile alle cause internazionali, e alla stagnazione degli stipendi. Il costo della vita e le retribuzioni dovrebbero essere sullo stesso piano. Nel nostro caso si rischia un crollo dei costumi e un aumento vertiginoso della povertà della nostra popolazione. Bisogna dare incentivi alle imprese per aumentare gli stipendi e ridurre le spese. Servono misure ad hoc per contrastare una crisi generalizzata!

Dobbiamo agire ora prima che sia troppo tardi!

Il 25 Settembre 2022 sostieni Fratelli d’Italia!!

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