LA TRAGICOMMEDIA ELETTORALE

Domenica è andata in scena una tragicommedia che ha due vittime: la democrazia e il popolo. Il nostro sistema giudiziario è tutt’altro che perfetto, ma domenica non abbiamo neanche lontanamente raggiunto il tanto agognato quorum. In Italia, abbiamo preso atto, che c’è una situazione paradossale in cui i cittadini non sono mai stati così lontani dalle istituzioni.

Un problema che forse non ha le attenzioni che dovrebbe richiedere, tanto che tutti sembrano aver fatto la loro parte per esorcizzare l’appuntamento. Ci basti pensare che, guardando la storia dei referendum in Italia, la durata della votazione su uno o due giorni pone un’ipoteca pesante sul raggiungimento del quorum. E nel nostro caso, la votazione ha avuto luogo durante una sola giornata!

In questa campagna elettorale non è stata assordante la propaganda, ma «il silenzio». Talmente rigoroso ed ermetico che domenica i tre quarti degli italiani erano all’oscuro dell’appuntamento elettorale.

Da anni esiste un «gap» di partecipazione alle urne assurdo!

All’indomani di ogni elezione c’è un allarme generale, ma nessuno pare fare abbastanza per avvicinare i cittadini alla politica. In questa situazione utilizzare l’astensione come strumento per affermare la propria opinione in politica può rivelarsi pericoloso: magari si vincono le elezioni, ma la democrazia è in pericolo. È questo quello che vogliamo per la nostra Italia?

Noi no!

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