RIPARTONO LA MACCHINA DEL FISCO E LE BATOSTE PER GLI IMPRENDITORI

Tra gli obiettivi programmati e le ultime istruzioni operative agli uffici, l’agenzia delle Entrate pianifica 90 mila accertamenti nei confronti di imprese di piccole e medie dimensioni e dei professionisti. Il tutto pare finalizzato alla lotta per l’evasione fiscale. La tendenza di fondo è una mirata selezione delle situazioni da approfondire cercando di portare l’asticella del recupero 2021 a 14 miliardi di euro.

Nell’attività di controllo dell’anno in corso saranno concentrate sugli aiuti Covid: in primis l’aiuto a fondo perduto. Ma non è finita qui: il faro verrà puntato anche sulle annualità precedenti per quanto riguarda gli aiuti di Stato. Si verificheranno, in particolare, il superamento dell’ammontare complessivo concedibile per il regime «de minimis» per l’anno d’imposta 2018. Nel quarto trimestre dell’anno 2021 è in programma l’invio di comunicazioni mirate per invitare i contribuenti interessati a verificare la correttezza dei dati dichiarati nel quadro del modello Redditi relativo agli aiuti di Stato qualora l’Agenzia noti anomalie rispetto alle informazioni presenti nel Registro nazionale.

Basta con il pianificare follie nei confronti degli imprenditori e lavoratori autonomi! Basta con il terrore fiscale! L’associazione SVIMEZ ha lanciato l’allarme sul rischio chiusura per 73mila imprese e l’Agenzia delle Entrate pensa a preparare 90mila accertamenti fiscali? Perché invece che aiutare le aziende in difficoltà, continuiamo a bastonarle inutilmente? Come afferma Giorgia Meloni, “Servono nuove rottamazioni, scomputo degli interessi e saldo e stralcio per lavoratori autonomi e partite iva sovraindebitate. La ripartenza va pianificata alleggerendo il peso fiscale per imprenditori e famiglie e non tartassando chi combatte per tenere in piedi il sistema Italia”. La situazione per le imprese italiane è diventata ingestibile. Riusciranno mai a capirlo?

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ALLARME PER LA STAGIONE ESTIVA: IL COPRIFUOCO E’ UNA MINACCIA

La stagione estiva è sempre più vicina e tra le preoccupazioni di coloro che stanno pianificando le prossime le vacanze rientra sicuramente il coprifuoco. Secondo un’indagine commissionata dal sito Facile.it, quasi 4 milioni gli italiani non hanno ancora stabilito se andare in ferie. La decisione è rimandata al giorno in cui il governo annuncerà finalmente se la misura verrà o no abolita. E prima o poi, dopo infiniti rinvii, questo giorno arriverà!

I risultati mostrano quanto il coprifuoco rappresenti un ostacolo al turismo. Secondo i dati, il 40,8% degli intervistati ha risposto che non ha intenzione di partire per le vacanze se ci saranno limitazioni di orario, mentresolo il 29,3% del settore femminile è preoccupato del coprifuoco, al contrario del settore maschile che pare essere più scoraggiato. Analizzando i dati, invece, in base alla collocazione geografica, il problema del coprifuoco frena maggiormente la popolazione delle regioni a Nord-Ovest, con il 43,1%, seguita dalle regioni a Nord-Est, con il 37,9%. Insomma, la situazione non pare essere delle migliori e non vogliamo di certo replicare le cifre economiche dell’anno scorso: nel 2020 si è stimata una perdita totale intorno ai 240 milioni di euro giornalieri per il settore del turismo.

Ma le assurdità riguardanti il coprifuoco non sono finite qui: giovedì sera durante un match degli Internazionali di tennis a Roma, in cui gli spettatori erano distanziati e con mascherina, sono stati cacciati dallo stadio alle 21.30. Anche lo sport subisce questa misura insensata, al pari di ristoranti, bar e di tutte le attività che lavorano la sera. Sono situazioni ridicole! Allora non dobbiamo stupirci se i dati peggiorano di giorno in giorno e i cittadini si rifiutano di andare a cena fuori o andare a vedere un match sportivo!

Il settore del turismo, insieme a molti altri comparti produttivi ed economici, risentono moltissimo degli effetti della pandemia e il loro futuro dipende dalle disposizioni che stabilirà il governo. La stagione estiva subirà la stessa sorte, sia a livello nazionale sia a livello internazionale. Siamo nella speranza che l’esecutivo capisca che il virus non colpisce a fasce orarie, ma che la giusta soluzione è la convivenza con il virus. Basta infliggere ingiuste pene su base arbitraria!

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FRATELLI D’ITALIA DECOLLA A LIVELLO NAZIONALE E LOCALE

Nella provincia di Grosseto, Fratelli d’Italia cresce a dismisura. E il trend pare confermarsi anche a livello nazionale. A Scarlino, nella provincia di Grosseto, sono stati appena inaugurati i circoli di Fratelli d’Italia e Gioventù Nazionale. L’obiettivo è quello di portare tramite i giovani una nuova spinta alla destra italiana, dando nuove idee da sviluppare e portare avanti nel solco della nostra tradizione e nel rispetto della Costituzione italiana. Parole menzionate anche dai fondatori dei nuovi circoli che aggiungono che “Con il neonato gruppo, stiamo già organizzando un progetto rivolto alle scuole. L’idea è quella di creare un ponte tra i giovani scarlinesi, a partire da tematiche sociali e ambientali”. Ci si focalizzerà, dunque, sulle tematiche alle quali i giovani sono particolarmente legati e che li riguardano in primo luogo, tra cui i problemi ambientali locali e nazionali, il settore digitale, sociale e le moderne tecnologie.

Questa tendenza si conferma anche a livello nazionale. Secondo la classifica media della settimana elaborata da Agi/YouTrend Fratelli d’Italia è a ruota del Partito democratico, con il quale contende la seconda posizione. Giorgia Meloni raggiunge il 18,5%, segnando un nuovo record storico. Sarà l’opposizione di Fratelli d’Italia a premiare la leader? Sicuramente la coerenza e la trasparenza del nostro partito stanno dando i loro frutti!

Fin dalle origini, Fratelli d’Italia ha voluto essere un partito patriota che difende la sovranità nazionale, perché ciò che vale è la nostra identità italiana, difendendo il made in italy su tutti i fronti. Da sempre siamo dalla parte delle aziende e di tutti i lavoratori onesti e ne accogliamo qualsiasi esigenza. Ci facciamo carico della tutela del diritto del futuro dei giovani, così da creare una Gioventù Nazionale protagonista delle sorti dell’Italia. Per questo, sosteniamo fortemente la nascita dei nostri circoli in tutto il territorio! Diffondiamo i nostri principi e ideali! Per creare l’Italia del domani!

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PRESSING SULLE RIAPERTURE E COPRIFUOCO: RINVIO A LUNEDI’

Dal monitoraggio della prossima settimana potrebbero cambiare i parametri che stabiliscono i colori delle regioni, ma non c’è ancora l’accordo nella maggioranza su coprifuoco e riaperture. Il centrodestra è in continuo pressing per accelerare la ripartenza di tutti i settori ancora fermi e cancellare il coprifuoco alle 22. Buona parte della maggioranza spinge per la linea della prudenza e gradualità nelle scelte, ma forse non considerano le conseguenze produttivo-economiche.

La proposta sul tavolo è quella di basare il nuovo modello di valutazione del rischio contagio sull’incidenza dei casi Covid, mantenendo l’impostazione a 4 colori, con altrettanti livelli di rischio legati a incidenza, e mantenimento dei tassi di occupazione dei posti letto. Tutti i partiti di centrodestra, Fratelli d’Italia compreso, hanno presentato la necessità impellente di accelerare le riaperture di tutte le attività e tornare nel più breve tempo possibile ad una normalità. Ogni giorno che passa aumentano le imprese che chiudono i battenti!

Parlando di riaperture, Oggi 13 maggio verrà votata in Senato la mozione libertà di Fratelli d’Italia per riaprire il Paese: noi chiediamo la ripartenza di tutte le attività commerciali, sportive e culturali in sicurezza, l’eliminazione del coprifuoco e dell’obbligo delle mascherine all’aperto se distanziati! Diciamo basta anche ai limiti per le visite a casa di parenti e amici (a patto che vengano fatte in sicurezza ovviamente). Oggi ci sarà in gioco il destino economico e produttivo dell’Italia. Basta posticipare le riaperture e le decisioni sul coprifuoco! Bisogna eliminare tutte quelle leggi che continuano a vessare le attività con misure insensate e senza nessuna validazione scientifica. Non c’è più tempo da perdere: torniamo a lavorare normalmente ora!

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PROTESTA DEI CENTRI COMMERCIALI: SERRATA DI 30 MILA NEGOZI

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Il motto: “Chiudiamo perché vogliamo riaprire. Le misure vanno revocate”. Ieri alle ore 11, 1.300 centri commerciali di tutta Italia hanno abbassato le saracinesche in segno di protesta contro le chiusure del weekend. È stata una serrata simbolica, di pochi minuti, che ha interessato 30 mila negozi e supermercati. Gli esercenti che hanno aderito all’iniziativa sostenuta da ANCD-Conad, Confcommercio, Confesercenti, Confimprese, CNCC-Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali affermano che “Il tempo è scaduto, le misure vanno revocate. Lo chiediamo a nome degli 800mila lavoratori che sono la forza dei centri commerciali”.

Dall’inizio della pandemia, i centri commerciali e gli outlet hanno registrato oltre perdite pari a 40 miliardi e 8 miliardi di entrate in meno nelle casse dell’erario. Questo settore incide per l’8% del Pil a livello nazionale, ed è l’unico settore per la quale il governo non ha predisposto la data di riapertura. Ogni weekend di chiusura forzata, costa 150 milioni di euro di incassi allo Stato. E ancora nessuno si è degnato di revocare queste norme assurde che non hanno nessun fondamento!

Da più di un anno da inizio della pandemia, noi di Fratelli d’Italia siamo sempre stati accusati di negazionismo, quando in realtà abbiamo sempre chiesto un bilanciamento tra libertà e sicurezza, tra diritto al lavoro e tutela della salute. Ora che i nostri cittadini sono esausti di questa situazione e delle chiusure a manetta, il nostro partito è pronto ad iniziare a conciliare tutti questi aspetti, presentando una mozione che verrà votata giovedì 13 maggio. Diciamo “sì” ai protocolli di sicurezza e “no” alle limitazioni arbitrarie, tra cui il coprifuoco! Ritorniamo alla normalità il prima possibile!

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SBARCHI NO STOP: FRATELLI D’ITALIA CHIEDE IL BLOCCO NAVALE

La notte tra il 9 e il 10 maggio è stata una notte interminabile quella trascorsa a Lampedusa per via degli sbarchi continui di migranti. Dopo l’arrivo dei circa mille stranieri nel corso della giornata, in serata ha avuto inizio un altro incessante flusso che ha contribuito a far superare quota 2mila in sole 24 ore. Sono numeri alle stelle! La maggior parte pare siano partiti dalla Libia e la situazione sull’isola è ingestibile. L’hotspot è al collasso! Le forze dell’ordine lavorano incessantemente per identificare i profughi e gli operatori sanitari sono impegnati nelle operazioni previste dal protocollo sanitario. I cittadini di Lampedusa sono stanchi e la situazione non sembra migliorare, considerando che ci stiamo avvicinando alla stagione estiva.

Ora insorge la necessità impellente di organizzare in fretta la macchina dell’accoglienza e ogni approdo è costituisce un campanello d’allarme per la maggioranza. Il problema è costituito anche dal silenzio dell’UE, perché si sa, in tempi di pandemia si tende a tacere su argomenti che non riguardano il Covid. Per non parlare del fatto che il problema degli sbarchi è sempre stato storicamente un problema italiano. Dall’altra parte della sponda, nessuno è disposto a collaborare considerando il terribile periodo di crisi che stanno vivendo i Paesi Africani. Inevitabilmente, nel secondo semestre nel 2021, la scia dei danni economici prodotti dal coronavirus in Africa è pronta a far sentire ulteriori effetti sul fronte migratorio. Per l’Italia è dunque il momento di tirar fuori un piano!

La tanto criticata proposta di un blocco navale ci pare essere la migliore soluzione. Come afferma Giorgia Meloni, quello che noi di Fratelli d’Italia vorremmo è una missione militare europea, in accordo con le autorità del Nord Africa al fine di impedire la partenza e l’approdo dei barconi. È l’unica misura seria e possibile per contrastare il business dell’immigrazione clandestina e fermare una volta per tutte le morti in mare. L’Italia deve essere sostenuta dagli altri Paesi europei! Siamo un’ “Unione” Europea, allora dobbiamo agire insieme!

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RIPARTIAMO DAL TURISMO!

Il settore turistico è in ginocchio. Il Coronavirus sta colpendo in particolare quei Paesi che, non potendo garantire misure di sicurezza sanitaria e nonostante abbiano riaperto le frontiere, hanno visto un crollo dei viaggiatori. Tornando alle cifre tra gennaio e aprile 2020, gli arrivi di turisti internazionali sono diminuiti del 44%, mentre le perdite a fine giugno si assestavano circa mille miliardi di euro, ovvero 1,5% del prodotto lordo globale. E l’andazzo di quest’anno non sembra essere molto differente. Il massiccio calo del numero di turisti minaccia posti di lavoro ed economie

E allora come ripartire?

Spesso si ha l’impressione che il governo si lasci guidare non solo dal principio di precauzione, il che è più che comprensibile, ma tende anche a sottovalutare il pericolo del crollo di vasti settori dell’economia, concentrandosi principalmente su soluzioni assistenzialistiche. Uno dei settori più in bilico è proprio il settore turistico: che costituisce il 6% del PIL, con l’indotto il 13%. Facendo un confronto, sul totale l’industria vale il 23%, l’agricoltura il 2% del PIL. Insomma, il turismo non costituisce di certo una porzione trascurabile! Ovviamente, la crisi epidemiologica ha colpito ampi strati delle società umane a livello globale, ma ci offre l’opportunità per rivoluzionare l’idea di turismo con maggiore attenzione alla sostenibilità, all’autenticità e alla riscoperta del locale.

Bisogna far ripartire il turismo e tutta l’economia in generale, sostenendo tutti gli operatori del settore turistico, i commercianti e i ristoratori. Ma non solo! Servono nuove iniziative anche in campo locale! Lavoriamo continuamente per superare totalmente il coprifuoco, perché è il primo passo per rilanciare tutti i settori, quello turistico compreso (quale turista vorrebbe venire in Italia sapendo che alle 10 di sera deve rinchiudersi in casa?). Sfruttiamo tutte le risorse possibili: più sono sostenibili e meglio è! Valorizziamo il turismo locale, ma non dimentichiamoci di quello internazionale che per molte regioni italiane è fondamentale. Perché l’Italia vale e merita di essere visitata!

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STOP ALLA LOTTA AL CONTANTE! ECCO COME ANDREBBERO DISTRIBUITE LE RISORSE…

Il tanto agognato cashback non ha dato i risultati che il governo sperava. Solo una carta di pagamento su 10 ha aderito al piano, per un totale di solo 8 milioni i cittadini che hanno partecipato all’iniziativa, considerando che il 14% è costituito da maggiorenni e che soltanto il 10% delle 115 milioni di carte di credito è stata associata al piano. Un completo fallimento in rapporto a quanto si pensava all’inizio e che determina il flop totale di tutta la riforma.

Il fine di questo progetto riguardava il superamento della pesantissima crisi del settore produttivo e commerciale, a fronte delle nuove limitazioni Covid imposte. Al fine di portare a termine tutto il piano, sono stati investiti la bellezza di 5 miliardi di euro. A questo si aggiunge un’altra buffonata: la lotteria degli scontrini. In questo caso, il richiamo all’Italia è arrivato perfino dall’Unione Europea: è una riforma iniqua che elimina il sacrosanto diritto di poter decidere di pagare in contanti. Sono tutte norme che puntano all’arricchimento delle banche ma non fruttano realmente alle imprese o ai singoli cittadini. Per non parlare poi del fatto che molte attività hanno dovuto sostenere spese per adeguarsi a questa ridicola iniziativa…

Per Fratelli d’Italia la priorità risiede nel concentrare ogni risorsa disponibile per evitare un collasso produttivo e finanziario. Per questo motivo, abbiamo chiesto al Presidente Draghi di evitare di sprecare inutilmente fondi preziosi per iniziative di poco valore e che non presentano nessun genere di ritorno economico. Considerate che a causa dell’emergenza Covid sono stati stanziati 160 miliardi di euro di extra debito che prima o poi andranno risanati. Non possiamo permetterci di sperperare altro denaro! Destiniamo i fondi alle imprese e alla salvaguardia dei posti di lavoro! Diciamo stop alla lotta al contante!

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LA MACCHINA DELLA RISCOSSIONE FISCALE SI ABBATTE SULLE CASE

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La pandemia ha aumentato le disuguaglianze a livello internazionale tra i diversi Paesi, i quali si ritrovano potentemente appesantiti dall’emergenza Covid. La proposta del Fondo Monetario internazionale consisterebbe nell’aumentare le tasse a chi possiede di più, puntando anche sui beni di proprietà, tra cui la casa.

Secondo le stime globali, nel 2020 vi è stato un aumento di 95 milioni di persone in estrema povertà rispetto alle stime del periodo precedente al Covid-19. Ed è proprio da questi dati che emerge la suddetta necessità di aumentare il gettito fiscale per finanziare ulteriori e future spese sociali. La soluzione sarebbe aumentare le tasse al fine di fornire nel breve periodo i fondi necessari per gestire future emergenze e per finanziare il comparto sanitario e dell’istruzione.

Di quali nuove tasse stiamo parlando?

Il Fondo Monetario Internazionale propone la tassazione sulla casa e sulla successione, aumentando anche la base imponibile ed eventuali interventi sulla progressività e sui redditi più elevati. A questo si aggiunge anche l’eliminazione delle aree di reddito da capitali che evitano la tassazione. Il tutto al fine di promuovere politiche redistributive.

Ma le sorprese non terminano qui: ad oggi è pronto anche una bozza di un decreto-legge che probabilmente introdurrà delle novità riguardo alla proprietà privata. Parliamo della nuova IMU suddivisa in ben 7 tipologie: abitazione principale, fabbricati rurali strumentali, immobili merce, capannoni, terreni agricoli, aree fabbricabili e altri immobili. L’obiettivo sarebbe quello di semplificare le aliquote comunali, dando il via al modello precompilato (atteso da decenni quasi ma mai reso concreto) e “ingabbiare” l’imposta municipale in un elenco predefinito.

Alla fine della fiera, se servono fondi aggiuntivi verranno colti dalle tasse sui beni di proprietà come la casa. Che questo sia corretto o meno è a discrezione di chi dovrà pagare un’ulteriore maggiorazione fiscale, perché nonostante la pandemia sia in piena evoluzione non importa chi tu sia e se la tua azienda sia al collasso, la macchina della riscossione è sempre in moto!

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APPELLO A DRAGHI SULLA TRASPARENZA DEI DATI SUL COVID. FRATELLI D’ITALIA CHIEDE DISCONTINUITA’ CON IL GOVERNO PRECEDENTE.

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Oltre 300 docenti che fanno capo a Lettera 150, il think tank nato durante il primo lockdown per proporre soluzioni efficaci contro l’epidemia e per la ricostruzione del Paese, ha fatto appello al nostro Presidente del Consiglio, Mario Draghi, per chiedere una maggiore trasparenza sui dati relativi alla pandemia da Covid-19. Non è la prima volta che accade: la prima richiesta è avvenuta l’11 gennaio 2021 e riguardava, in particolare, i 21 indicatori sulla base dei quali l’Istituto Superiore di Sanità e il ministero della Salute hanno stabilito il metodo di assegnamento, e le relative misure restrittive, delle fasce di colore alle regioni. A quest’ultima richiesta, purtroppo, non hanno ricevuto risposta. Lettera 150 fa ora appello a Mario Draghi affinché vengano esibiti i dati. È lo stesso Presidente del Consiglio che ha sottolineato quanto sia importante che le istituzioni e il governo siano trasparenti. Ed è per questo che viene richiesto al neoeletto Presidente di passare dalle parole ai fatti. Ricordiamoci che delle parole non se ne fa nulla nessuno! Quello che servono sono i fatti concreti! Potrebbe dimostrare la sua lealtà nei confronti delle parole espresse, proprio esibendo i dati e facendo chiarezza. Tutti hanno diritto di sapere in che modo e secondo quali parametri un determinato territorio è sottoposto a precise restrizioni. È necessario che questo governo dia un forte segnale di discontinuità rispetto al passato. Noi chiediamo discontinuità negli annunci, nella comunicazione, e nelle decisioni. Ci deve essere discontinuità con le chiusure e le aperture a singhiozzo che peggiorano solo la situazione. Le strategie devono cambiare! Noi non possediamo i dati per compiere decisioni, ma vogliamo che la situazione cambi per portare rispetto a tutti i cittadini e lavoratori.

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